Allegria

Venite signore, signori, bambini, venite a vedere,

ci sono donne fiore che diventano salamandre o esseri strani,

e acrobati che volano in cielo per danzare, farci sognare,

per scendere poi tra noi e trasformarsi in clowns

con volti delicati dipinti di bianco, coperti di stupore, che sanno creare

immagini d’amore solo con l’espressione del viso e il gioco delle mani.

Ci sono signore vestite di colore, con in mano lanterne rosse,

che ricevono da uccelli meccanici, con occhi roteanti,

e lunghe ali, grandi perle opalescenti, che emanano una luce strana,

Loro, innamorate, afferrano le loro code piumate

e si fanno trasportare nel cielo e diventano meravigliosi aquiloni.

Venite, guardate le scale che scendono da questo cielo senza stelle,

ma con un grande sole arancione che emette una luce magica,

ammirate ci sono uomini vestiti d’oro e argento che, afferratele,

si arrampicano veloci, salgono con i volti sereni lassù,

dove noi possiamo arrivare solo nei nostri sogni felici.

Mentre il jolly joker, ingobbito e vestito con abiti colorati

di rosso di verde di giallo di blu, ride felice

loro roteano e danzano nell’aria e poi si lasciano cadere

lungo questa luce arancione, senza protezioni,

ma mani sempre li afferrano, li fanno volteggiare,

non resta che guardare e sperare che nessuno debba cadere.

Mentre i loro abiti, illuminati da fari, cambiano colore,

dal cielo sembra cadere la neve e loro ondeggiando scendono piano

piroettano come quei fiocchi che cadono lievi,

i loro volti sono felici, i loro corpi sudati e armoniosi,

perchè questa è allegria, questa è la fiaba che la sera mi racconta,

mentre giocolieri giocano con spade infuocate

e donne bellissime vestite di bianco con candide ali,

danzano con angeli neri, sospesi su assi di legno,

che si flettono e li lanciano in aria, e poi li fanno ricadere

sempre in piedi, mentre un clown a cavallo di una finta giraffa,

ride felice, correndo in tondo la risata è contagiosa, evviva l’allegria.

Enrico Garrou 15 settembre 2018     dipinto di Giovanni Faccioli

Gioco d’amore

Nel silenzio dei nostri sogni,
in una bolla fatta di desiderio e di incanto,
un vento che profumava di genziane e di viole,
ci ha trascinati in una danza ricca di emozioni,
di grida d’amore, fiamme di passione,
e le tentazioni ci hanno trasformato in un corpo solo
per non permettere che ci rubassimo l’un l’altro l’anima.
Angeli suonavano l’orchestra dell’ebbrezza e della follia
mentre consumavo le tue labbra, giocavo con i tuoi seni,
comete, fiabe, magie entravano nel mio cuore,
profumi avvolgevano il mio essere Dio,
signore di questo cielo incantato
e tu eri la luna quando si fa accarezzare dal sole.
Questa danza ci ha portato ai confini del mondo,
un tormento d’amore mi toglieva il fiato
mentre baciavo le tue candide cosce,
e le mie mani sfogliavano petali coperti di umori speziati
che accompagnano là dove riposano piaceri
che aspettano di essere assaggiati.
Ho giocato negli abissi della tua innocenza
In questa notte di rugiada, di danza, di tua voce dolcissima,
di follia, di morsi, di miele fino a quando un piacere innominabile
mi ha rapito per portarmi in un languido lago di delizia
fuori dal dolce sogno, al confine dei corpi e del piacere divino,
e in quel momento ho sentito il tuo pianto di felicità
che si arrampicava su un gelsomino bianco.
Enrico Garrou (8/8/2018)               Dipinto di Toulouse Lautrec – A letto, il bacio
Un abbraccio e un bacio a chi mi segue, parto per il Vietnam e starò via per tre settimane.

Quadri intorno alle rose dal volto di donna

Alcune poesie sulle rose scritte molti anni fa

Primo quadro intorno alla rosa scarlatta

 

Il giorno del drago rosso scoppiò nel calendario

del mio cervello con estremo furore.

Io vidi il sortilegio dei tuoi occhi.

Sogni fuoriuscirono dal mio cuore,

con rose scarlatte e viole

e sfilarono nel corteo del tempo.

E il tempo riportò il tuo volto

per mille volte sulla barca del sogno.

Eri giunta come la rugiada sui fiori,

una nuvola fugace nel mio cuore,

ma già scacciavi la regina piumata

che secoli prima era entrata e si era insediata.

Enrico Garrou         (Ghigo di Praly ottobre 1985)

 

Secondo quadro che parla della rosa lillà

Incantatori e maghi, streghe

ricamatrici del peccato,

indossate le vostre maschere

fatte con i simboli delle divinazioni,

indossate le vesti di piume e farfalle

e coprite di papaveri e incantesimi

il tempo che fugge. Fermate per un attimo

il tutto rotolante della vita

e nello specchio di mercurio diafano

create un piccolo sogno:

con lei sottile e raffinata

con lo sguardo di miele,

che coglie le stelle,

luna, giglio, rosa,

vestita di niente, vestita del mio amore.

Fermate il tutto finchè non l’ho baciata.

Enrico Garrou    (Ghigo di Praly ottobre 1985)

 

 

Terzo quadro intorno ai dieci petali della rosa arancione

 

Le tue dita sono stelle che passeggiano nel mio cielo,

petali di rose, color arancione, colme di magia.

la tenerezza mi trasforma in foglie

che sorridono e si fanno cullare dal vento.

La vicinanza della tua bellezza mi fa ardito

in questa notte colma dei profumi dei fiori,

e tremando premo le mie labbra

sulle tue: piene, color corallo e petali si spargono

in questa notte di lucciole e stelle.

Enrico Garrou (Ghigo di Praly 1985)

 

 

Quarto quadro sulle disavventure della rosa blu

Ho giocherellato con le tue dita

e tu senza accorgertene hai lasciato fare.

Forse ero con te su una stella

e i miei occhi pieni di miele si sono persi

nel bianco dei tuoi denti che ridono.

All’improvviso hai ritratto la mano,

molti fiori sono appassiti

e una nuvola birichina

ha spento il canto degli usignoli.

Enrico Garrou (Ghigo di Praly  1985)

 

Ultimo quadro sulla rosa screziata

Tempeste di sogni riempiranno ancora di latte e di miele il cielo,

vedrai il rosso scarlatto dell’amore

coagulare nel giallo sfrenato del desiderio.

parlerai alla rosa screziata delle tue malinconie,

le tue gambe farfalla giocheranno con i fiori del sogno.

Altri ti daranno la mano, godranno dei tuoi baci,

ma ricorda questo mendico d’amore

che per te ha rubato un tappeto di desideri

per cancellare con un diluvio di passioni le tenebre,

che è andato oltre i confini dell’amore,

ricorda i colori che ha inventato per te,

ricorda questo nostro amore che non ha limiti,

non morirà mai.

Enrico Garrou  Ghigo di Praly (agosto 1985)

Tu sei ovunque

Sei la danza che srotola tappeti di viole

perché possa stendermi sopra

e sdraiato sul dorso, guardare il cielo,

inebriandomi del profumo dei fiori di mughetto,

di gardenia, di lillà, di arancio, di limone.

Profumi che gli dei diffondono tra un cielo e l’altro,

creando suoni, parole, incantesimi.

Sei il colibrì che vola nella mia fantasia,

sei le mie ciglia che sbattono nel lago del mattino,

dove le stelle cadono per lasciare il posto

al colore delle orchidee, degli arcobaleni, delle pietre preziose.

Guidi il carro che trasporta le nuvole intorno ai sogni,

lo incendi col fuoco del desiderio,

per creare impresentabili incantesimi.

Ti nascondi nelle pieghe del vestito della lussuria,

che crea la magia del peccato,

dove la follia ha il tuo volto, dove un’isola

vola trasportandomi ai confini dell’azzurro,

laddove vengono costudite le mie parole d’amore.

Tu sei nel canto del vento tra i rami dei roseti,

a scompigliare i petali rossi delle rose,

avvamparli con squilli di nuovi desideri,

per diffondere pensieri sognanti di eterni amori.

Sei il sole che sorge e dona una rosa rossa all’alba,

la rugiada che dondola dagli steli del prato,

il raggio di luce che da forma alle magie appese alle nuvole,

la farfalla che ondeggia fra i vestiti dei fiori

e ruba loro il nettare, la bellezza, il suono indefinibile dell’incanto,

la polvere che mi fa volare in questo cielo,

dove gli angeli hanno la tua voce.

Enrico Garrou (2018)

Mi scuso per non aver presentato, per lungo tempo, su WordPress mie poesie, ma sono stato assorbito dalla stesura di un mio nuovo libro. Riprendo, dopo la pubblicazione, a scrivere poesie. Un abbraccio alle mie lettrici e lettori.

scultura del Canova: Amore e Psiche

la danza

Nei palazzi delle corolle dell’eliconia danzano colibrì,

volteggiano, si immobilizzano, si ubriacano di nettare,

sono il gioco tra il giardino e il cielo, la poesia.

Nel cielo si rincorrono nubi dalle mille forme,

orlano il sogno, diventano labbra che sorridono,

nubi a forma di piuma, di isole che volano,

nubi guerriere, cavalli marini, coccodrilli, elefanti.

Il vento le trasforma continuamente poi le allontana,

scende, gioca in un campo di papaveri e fiordalisi,

le corolle rosse si mescolano con il blu e il verde degli steli,

il giallo e l’azzurro delle farfalle, il blu del cielo.

E’ un combattimento di colori, la magia dei creatori,

il prodigio della metamorfosi, tutto diventa miele,

il giorno si veste di oro, di suoni di conchiglie,

del canto delle allodole, degli usignoli, dei suoni celesti,

visioni e il profumo danza, avvolge ogni cosa,

profumo di viole, di gelsomini, di tigli,

profumo di acacie innamorate, profumo di rose senza tempo,

per lustrare i sogni, deliziare i due innamorati

nella loro danza d’amore, avvolti da mille soli,

da arcobaleni, dal volo delle lacrime,

dal suono allegro del piacere, dal gioco elegante del peccato.

Enrico Garrou

Satiro danzante III sec. a.c. (Mazara del Vallo)

 

 

l’Angelo annunziante

E’ grande il piacere mio nel parlare degli angeli, nel mio sito ho pubblicato alcune poesie su queste creature luminose. Spero che la mia poesia sull’Angelo annunziante sia gradita.

L’Angelo annunziante

Quando apparve si scatenò un firmamento di arcobaleni,

astri vagavano nel blu del cielo come lacrime d’amore,

fiori umidi dal pianto dell’aurora sorrisero,

le rose narravano incanti, farfalle palpitavano sopra i fiori.

Nel suo volto scorreva il cosmo, le sue ali avevano riflessi d’oro,

i capelli erano biondi come di sposa bambina,

nella mano un giglio candido bagnato dai sogni,

il suo corpo era metamorfosi di luce,

luce di perle, che illuminava tutto.

Un soffio d’amore infinito riempì il mio cuore,

quando la parola uscì dal paradiso delle sue labbra

ed Io compresi: nelle parole artefici della luce e della visione

vidi il tuo volto, la tua bellezza che seduce la luna

e fa cantare gli astri, vidi il tuo corpo intrecciato al mio,

anime perse in un mondo di nettare e di ghirlande di viole,

avvolti dal profumo dei gelsomini.

Sprofondai nella creazione, nell’immagine del futuro,

oltre il tempo, lo spazio, nell’anima delle conchiglie,

nel lago dell’amore infinito dove convivono tutti i colori,

dove soli pieni di miele si specchiano rapiti.

La rivelazione terminò mentre in cielo danzavano comete,

l’angelo volò via dai miei occhi, lasciandomi la nostalgia di Te,

ed io sprofondai nel dolce pozzo dei sogni.

Enrico Garrou

Leonardo da Vinci

 

 

 

la donna che amo

La donna che amo ha negli occhi l’universo,

con i suoi incanti i suoi segreti.

Il suo volto è una rosa, le sue labbra sorridono

giocano con i miei pensieri,

diventano farfalle con le ali rosse,

si posano sul mio corpo, creano arabeschi

le sue parole diventano viole.

La donna che amo accoglie il cielo nel suo corpo

gli astri sono i miei sogni, la bellezza della follia

mi cosparge di luce e d’amore.

la donna che amo sa portarmi in paradiso

il suo amore riempie il mio cuore di petali di pesco

mi insegna ogni volta a entrare negli abissi del suo corpo

e camminare nel piacere del peccato.

la donna che amo ha pelle bianca

profuma di gelsomino, il suo corpo è pieno di poesia,

mi ubriaca con il nettare della sua bocca,

mi sussurra misteri e incanti,

ed io vago come nubi liete creando immagini di fiori

fino a perdermi nell’arcobaleno.

Enrico Garrou

Il giardino delle delizie di Hieronymus Bosch

San Valentino

Una mia poesia per San Valentino con un abbraccio grande alle amiche di WordPress.

Come un sogno

Come sei bella, quando danzi nel mio cuore

e lo riempi della musica delle stelle gemelle,

quando mi doni un peccato delizioso

sul prato diamantato di papaveri e di rugiada.

Il nostro amore vive di favole, di canti, di usignoli,

fluttua nel cielo creando prodigi, incantamenti, fiori.

Tu sei la regina del mio trono

ed io sono prigioniero del tuo amore,

perché tu mi hai fatto vedere la luce di una galassia

nata quando ancora non c’era il sole.

Hai riempito la mia memoria della tua allegria

della tua voce, delle nuvole leggere,

delle tue mani che modellano fiori sul mio corpo

e lo sommergono dal diluvio delle passioni.

Hai dipinto con la luce di una luna vergine

tracce che non possono essere cancellate,

per questo ti amo come la prima volta che ti ho baciato,

ti regalo i miei sogni, i miei desideri, le mie emozioni,

le stelle del cielo, l’aurora, le viole, il colore.

Enrico Garrou

Disegno di Peynet

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Buon Natale!

Auguri grandi di Buon Natale a tutte le amiche e gli amici di WordPress. Desidero accompagnare questi auguri con tre poesie d’amore del grandissimo poeta Adonis.

 

L’orizzonte mi insegnò il garbo delle nuvole

eppure ieri vidi

una nuvola che offuscava il suo volto

senza chiederle scusa.

 

Prendi il mio sogno, ricamalo e indossalo

come una veste.

Nelle mie mani,

hai fatto dormire l’ieri

che mi fa vagare, che gira con fragore

nelle carrozze del sole,

nel gabbiano che vola dai miei occhi.

 

Quando giunse il suo amore

Il mio cuore era vecchio

e il mio corpo ancora nell’infanzia dei sogni.

Passione assurda che cerco

di conciliare dentro di me.

Adonis

Folon

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