Quadri intorno alle rose dal volto di donna

Alcune poesie sulle rose scritte molti anni fa

Primo quadro intorno alla rosa scarlatta

 

Il giorno del drago rosso scoppiò nel calendario

del mio cervello con estremo furore.

Io vidi il sortilegio dei tuoi occhi.

Sogni fuoriuscirono dal mio cuore,

con rose scarlatte e viole

e sfilarono nel corteo del tempo.

E il tempo riportò il tuo volto

per mille volte sulla barca del sogno.

Eri giunta come la rugiada sui fiori,

una nuvola fugace nel mio cuore,

ma già scacciavi la regina piumata

che secoli prima era entrata e si era insediata.

Enrico Garrou         (Ghigo di Praly ottobre 1985)

 

Secondo quadro che parla della rosa lillà

Incantatori e maghi, streghe

ricamatrici del peccato,

indossate le vostre maschere

fatte con i simboli delle divinazioni,

indossate le vesti di piume e farfalle

e coprite di papaveri e incantesimi

il tempo che fugge. Fermate per un attimo

il tutto rotolante della vita

e nello specchio di mercurio diafano

create un piccolo sogno:

con lei sottile e raffinata

con lo sguardo di miele,

che coglie le stelle,

luna, giglio, rosa,

vestita di niente, vestita del mio amore.

Fermate il tutto finchè non l’ho baciata.

Enrico Garrou    (Ghigo di Praly ottobre 1985)

 

 

Terzo quadro intorno ai dieci petali della rosa arancione

 

Le tue dita sono stelle che passeggiano nel mio cielo,

petali di rose, color arancione, colme di magia.

la tenerezza mi trasforma in foglie

che sorridono e si fanno cullare dal vento.

La vicinanza della tua bellezza mi fa ardito

in questa notte colma dei profumi dei fiori,

e tremando premo le mie labbra

sulle tue: piene, color corallo e petali si spargono

in questa notte di lucciole e stelle.

Enrico Garrou (Ghigo di Praly 1985)

 

 

Quarto quadro sulle disavventure della rosa blu

Ho giocherellato con le tue dita

e tu senza accorgertene hai lasciato fare.

Forse ero con te su una stella

e i miei occhi pieni di miele si sono persi

nel bianco dei tuoi denti che ridono.

All’improvviso hai ritratto la mano,

molti fiori sono appassiti

e una nuvola birichina

ha spento il canto degli usignoli.

Enrico Garrou (Ghigo di Praly  1985)

 

Ultimo quadro sulla rosa screziata

Tempeste di sogni riempiranno ancora di latte e di miele il cielo,

vedrai il rosso scarlatto dell’amore

coagulare nel giallo sfrenato del desiderio.

parlerai alla rosa screziata delle tue malinconie,

le tue gambe farfalla giocheranno con i fiori del sogno.

Altri ti daranno la mano, godranno dei tuoi baci,

ma ricorda questo mendico d’amore

che per te ha rubato un tappeto di desideri

per cancellare con un diluvio di passioni le tenebre,

che è andato oltre i confini dell’amore,

ricorda i colori che ha inventato per te,

ricorda questo nostro amore che non ha limiti,

non morirà mai.

Enrico Garrou  Ghigo di Praly (agosto 1985)

Tu sei ovunque

Sei la danza che srotola tappeti di viole

perché possa stendermi sopra

e sdraiato sul dorso, guardare il cielo,

inebriandomi del profumo dei fiori di mughetto,

di gardenia, di lillà, di arancio, di limone.

Profumi che gli dei diffondono tra un cielo e l’altro,

creando suoni, parole, incantesimi.

Sei il colibrì che vola nella mia fantasia,

sei le mie ciglia che sbattono nel lago del mattino,

dove le stelle cadono per lasciare il posto

al colore delle orchidee, degli arcobaleni, delle pietre preziose.

Guidi il carro che trasporta le nuvole intorno ai sogni,

lo incendi col fuoco del desiderio,

per creare impresentabili incantesimi.

Ti nascondi nelle pieghe del vestito della lussuria,

che crea la magia del peccato,

dove la follia ha il tuo volto, dove un’isola

vola trasportandomi ai confini dell’azzurro,

laddove vengono costudite le mie parole d’amore.

Tu sei nel canto del vento tra i rami dei roseti,

a scompigliare i petali rossi delle rose,

avvamparli con squilli di nuovi desideri,

per diffondere pensieri sognanti di eterni amori.

Sei il sole che sorge e dona una rosa rossa all’alba,

la rugiada che dondola dagli steli del prato,

il raggio di luce che da forma alle magie appese alle nuvole,

la farfalla che ondeggia fra i vestiti dei fiori

e ruba loro il nettare, la bellezza, il suono indefinibile dell’incanto,

la polvere che mi fa volare in questo cielo,

dove gli angeli hanno la tua voce.

Enrico Garrou (2018)

Mi scuso per non aver presentato, per lungo tempo, su WordPress mie poesie, ma sono stato assorbito dalla stesura di un mio nuovo libro. Riprendo, dopo la pubblicazione, a scrivere poesie. Un abbraccio alle mie lettrici e lettori.

scultura del Canova: Amore e Psiche

la danza

Nei palazzi delle corolle dell’eliconia danzano colibrì,

volteggiano, si immobilizzano, si ubriacano di nettare,

sono il gioco tra il giardino e il cielo, la poesia.

Nel cielo si rincorrono nubi dalle mille forme,

orlano il sogno, diventano labbra che sorridono,

nubi a forma di piuma, di isole che volano,

nubi guerriere, cavalli marini, coccodrilli, elefanti.

Il vento le trasforma continuamente poi le allontana,

scende, gioca in un campo di papaveri e fiordalisi,

le corolle rosse si mescolano con il blu e il verde degli steli,

il giallo e l’azzurro delle farfalle, il blu del cielo.

E’ un combattimento di colori, la magia dei creatori,

il prodigio della metamorfosi, tutto diventa miele,

il giorno si veste di oro, di suoni di conchiglie,

del canto delle allodole, degli usignoli, dei suoni celesti,

visioni e il profumo danza, avvolge ogni cosa,

profumo di viole, di gelsomini, di tigli,

profumo di acacie innamorate, profumo di rose senza tempo,

per lustrare i sogni, deliziare i due innamorati

nella loro danza d’amore, avvolti da mille soli,

da arcobaleni, dal volo delle lacrime,

dal suono allegro del piacere, dal gioco elegante del peccato.

Enrico Garrou

Satiro danzante III sec. a.c. (Mazara del Vallo)

 

 

l’Angelo annunziante

E’ grande il piacere mio nel parlare degli angeli, nel mio sito ho pubblicato alcune poesie su queste creature luminose. Spero che la mia poesia sull’Angelo annunziante sia gradita.

L’Angelo annunziante

Quando apparve si scatenò un firmamento di arcobaleni,

astri vagavano nel blu del cielo come lacrime d’amore,

fiori umidi dal pianto dell’aurora sorrisero,

le rose narravano incanti, farfalle palpitavano sopra i fiori.

Nel suo volto scorreva il cosmo, le sue ali avevano riflessi d’oro,

i capelli erano biondi come di sposa bambina,

nella mano un giglio candido bagnato dai sogni,

il suo corpo era metamorfosi di luce,

luce di perle, che illuminava tutto.

Un soffio d’amore infinito riempì il mio cuore,

quando la parola uscì dal paradiso delle sue labbra

ed Io compresi: nelle parole artefici della luce e della visione

vidi il tuo volto, la tua bellezza che seduce la luna

e fa cantare gli astri, vidi il tuo corpo intrecciato al mio,

anime perse in un mondo di nettare e di ghirlande di viole,

avvolti dal profumo dei gelsomini.

Sprofondai nella creazione, nell’immagine del futuro,

oltre il tempo, lo spazio, nell’anima delle conchiglie,

nel lago dell’amore infinito dove convivono tutti i colori,

dove soli pieni di miele si specchiano rapiti.

La rivelazione terminò mentre in cielo danzavano comete,

l’angelo volò via dai miei occhi, lasciandomi la nostalgia di Te,

ed io sprofondai nel dolce pozzo dei sogni.

Enrico Garrou

Leonardo da Vinci

 

 

 

San Valentino

Una mia poesia per San Valentino con un abbraccio grande alle amiche di WordPress.

Come un sogno

Come sei bella, quando danzi nel mio cuore

e lo riempi della musica delle stelle gemelle,

quando mi doni un peccato delizioso

sul prato diamantato di papaveri e di rugiada.

Il nostro amore vive di favole, di canti, di usignoli,

fluttua nel cielo creando prodigi, incantamenti, fiori.

Tu sei la regina del mio trono

ed io sono prigioniero del tuo amore,

perché tu mi hai fatto vedere la luce di una galassia

nata quando ancora non c’era il sole.

Hai riempito la mia memoria della tua allegria

della tua voce, delle nuvole leggere,

delle tue mani che modellano fiori sul mio corpo

e lo sommergono dal diluvio delle passioni.

Hai dipinto con la luce di una luna vergine

tracce che non possono essere cancellate,

per questo ti amo come la prima volta che ti ho baciato,

ti regalo i miei sogni, i miei desideri, le mie emozioni,

le stelle del cielo, l’aurora, le viole, il colore.

Enrico Garrou

Disegno di Peynet

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Buon Natale!

Auguri grandi di Buon Natale a tutte le amiche e gli amici di WordPress. Desidero accompagnare questi auguri con tre poesie d’amore del grandissimo poeta Adonis.

 

L’orizzonte mi insegnò il garbo delle nuvole

eppure ieri vidi

una nuvola che offuscava il suo volto

senza chiederle scusa.

 

Prendi il mio sogno, ricamalo e indossalo

come una veste.

Nelle mie mani,

hai fatto dormire l’ieri

che mi fa vagare, che gira con fragore

nelle carrozze del sole,

nel gabbiano che vola dai miei occhi.

 

Quando giunse il suo amore

Il mio cuore era vecchio

e il mio corpo ancora nell’infanzia dei sogni.

Passione assurda che cerco

di conciliare dentro di me.

Adonis

Folon

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Visioni

Il sogno si adagiò piano nella mia mente

ed io sprofondai in una voragine di nostalgia e di stupore.

Il mio corpo si dissolse nel blu e il tempo si fermò.

Fuori nella vasta notte nascevano e morivano gli astri,

vecchie galassie, nate quando ancora non c’era il sole,

danzavano leggere mentre le loro stelle principesse creavano prodigi,

e l’ambrosia imperlava una luna allacciata in un amplesso

con un pianeta birichino che la deliziava di baci.

Ma in questo fluttuare tra corpi celesti

all’improvviso avvertii un profumo

e apparve una donna vestita con fiori della terra, del mare, del cielo,

il sogno mi trasportò in un peccato delizioso:

le presi la mano e camminai con lei sull’erba segreta

di un giardino ai confini del paradiso

immerso in favole e sospiri di usignoli e canzoni di sirene.

Mille volte i nostri corpi si specchiarono nel piacere,

mille volte i miei occhi si persero nei suoi,

fiori aprirono corolle, petali ondeggiarono nel vento.

Ci raccontammo segreti che neanche i sogni possono ascoltare

e la notte benigna stese su di noi un tappeto di stelle,

coprì lo scorrere del sogno, lasciandomi incantato

a veleggiare sulle onde della follia del nostro amore.

Enrico Garrou

Fernandez Ortega

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Dammi la mano

Un mare di stelle tra i nostri pensieri che si accarezzano

creano fiori per mille colibrì innamorati che danzano felici,

sono lucciole, colorano il cielo ubriache d’amore.

Ti dono i miei sogni, il canto dei grilli, il gioco delle nuvole,

le tue labbra ridono come i tuoi occhi, creano magie,

vorrei andare su in cielo e prender una stella e illuminarti tutta,

ma la luna passeggiando lassù ha rischiarato il tuo corpo,

l’argento della sua luce si è posata sulle tue labbra

che mi hanno sussurrato: “ti amo”

e viole e gelsomini sono sbocciati nel mio cuore.

Dammi la mano e danziamo, dammi la mano

e diventeremo un solo fiore mentre ci ameremo

voglio essere il prolungamento del tuo sorriso,

il colore dei tuoi occhi, non parlare gioia mia

non scoprire la nostra felicità, gli dei sono invidiosi,

voliamo in questo immenso cielo

noi siamo il blu, noi siamo la luna che canta e si innamora,

è tempo di miele, di rose con petali come labbra,

è tempo di violini che suonano melodie, le note

sono lacrime d’amore che scendono dai tuoi occhi

e io mi incanto, ti bacio le guance, hai acceso il mio cuore,

che meravigliato sa che ora sono tuo,

sei tu la mia storia d’amore.

Enrico Garrou

Kiyo Murakami

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Incontro alato

Carissime amiche e amici di WordPress, dopo un periodo di viaggi e di riflessione, ritorno di nuovo a pubblicare una mia poesia. Una poesia d’amore. Un abbraccio grande.

Gioia,

corrono nel cielo nuvole,

sono storie d’amore sognate per te,

portano i colori e i profumi dei gelsomini.

Abbracciami amore,

chiudi gli occhi, fatti avvolgere dall’incantesimo, dalla magia,

sono un dio vestito di piume

ho ordinato a stelle ubriache di luce

di stendere tappeti colorati per i nostri giochi d’amore.

Slaccia il tuo peplo mia ninfa

donami il candore del tuo corpo.

Si alzeranno in volo fenicotteri rosa

quando le mie labbra si incanteranno della tua pelle

e farfalle grandi come mani,

voleranno nel tempo e lo fermeranno,

quando assaggerò il miele che piccole api

raccolgono su fiori di stelle e lo depongono

sopra i petali della rosa che mi doni.

Appesi ad un filo invisibile

di una tela tessuta di niente

se non di sospiri, gemiti, incanti, con mille angeli

a versare follie di passione nei nostri cuori,

in questo nostro valzer nel cielo che si specchia nel sogno,

noi, tremanti come astri,

noi che abbiamo donato la luce alle viole e alle comete,

sfiniti dalla passione, in un languido silenzio di carezze,

attenderemo l’arrivo di un giaguaro nero che spegnerà le stelle,

e cancellerà le magie che ci hanno portati in paradiso.

Enrico Garrou

Roberto Chichorro

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