L’alieno 2

Vivo in un mondo d’acqua. Ricco di piante dalle forme più strane, con le foglie allungate, lanceolate o ovali.  Formano foreste sottomarine, radure e sono abitate da una moltitudine di creature dai colori sgargianti: i blu i gialli, i rossi, i neri, i viola. Io sono un drago. Si un dragone d’acqua. Non sono aggressivo, anzi sono sempre spaventato cerco di vivere appartato, mi nascondo tra le piante: Ho sviluppato allo scopo un mimetismo raffinato. Sul mio corpo crescono escrescenze a forma di foglia che ricoprono il mio corpo. Si, sono una creatura elegantemente camuffata, sembro una grossa alga che si fa trasportare dalla corrente. E pensare che anni fa si parlava di draghi dal corpo poderoso e con le ali per alzarsi in volo. Terribili e terrifici, capaci di lanciare fiamme dalla bocca o di soffiare un respiro ghiacciato o ricco di acidi.

Ma sono fantasie. Fuori dall’acqua morirei quasi subito e la mia bocca non erutta fuoco ma è piccola e allungata, adatta solo per mangiare minuscoli crostacei. Altro che volare: la mia andatura è goffa e strana e amo farmi trascinare dalla corrente marina.  Amo la solitudine però ogni tanto cerco una compagna perché il mio scopo primario è generare piccoli draghi. Anche se è difficile trovare dei miei simili. Strane creature vestite con armature di ferro arrivate dalla terra hanno quasi estinto la mia specie, ma ultimamente le uccisioni sono diminuite. Quando trovo una dragonessa la corteggio e poi mi faccio deporre le uova su una zona spugnosa che ho sulla coda. Piccole uova di drago che si ancorano sulla mia lunga coda, uova rosa intenso, uova di drago.

Non si mormora che sulla terra le uova di drago non hanno prezzo? Pensate, io curo pazientemente per settimane molte uova di drago, uova che alla schiusa diffonderanno in mare i miei cuccioli e i draghi così non scompariranno. Questo è il mio compito, e ogni volta, da buon genitore, lo svolgo con l’infinito amore che noi draghi possediamo.

Enrico Garrou

Il dragone marino è un pesce lungo 30- 40 cm. che vive nelle acque lungo le coste dell’australia del sud. si nutre di piccoli crostacei e appartiene al genere Phycodurus specie eques, il suo nome comune è dragone foglia.

                                                                                          

L’alieno 1

Il mio primo ricordo è la luce. Poi il calore del liquido che mi circonda e mi dona la vita, e il verde. Questo mondo è bellissimo e pieno di prede. C’è alternanza di luce e di oscurità. Con la luce apprezzo colori e iridescenze raffinate. Sono circondato da arbusti, rami, foglie, verde. Ho fame, una fame irrefrenabile che mi spinge a uccidere. Sono un grande guerriero: uccido e mangio. So aspettare e poi scattare e afferrare le prede, che mi passano vicino, con il mio apparato masticatore estremamente raffinato e potente. Non ho nemici. Ogni tanto vedo passare grandi organismi ma nessuno mi ha mai sfidato. Anzi una volta ho afferrato con la mia mandibola un enorme essere e l’ho mangiato. Nello scandire del tempo subisco ciclicamente un ‘evoluzione: l’armatura che mi riveste si stacca dal mio possente corpo e cade al suolo. Questo mi permette di accrescermi. Divento più grande e l’armatura si riforma e mi riveste di nuovo completamente. Si sono alternati molti cicli di luce e di buio e mi accorgo che il mio corpo sta cambiando. Sono spuntate sul dorso delle strutture di cui non conosco l’utilità. Non mi servono nel catturare le prede e non so come utilizzarle. Mi sento strano una metamorfosi sta trasformando il mio corpo. Sento che devo salire verso l’alto, uscire dal liquido che mi ha dato la vita, sono attratto dalla luce che risplende sopra la mia testa. Mi arrampico con fatica su uno stelo, il mio corpo è cambiato non sono più possente ma leggiadro. Il mio corpo è sottile e ho ali trasparenti e bellissime. La stanchezza mi opprime ma riesco finalmente ad uscire dall’acqua, strisciare sulla terra e poi volare nel cielo. Sono passato da un mondo liquido ad un mondo d’aria. Ho pensato di morire ma le mie ali mi hanno portato in alto e i miei trentamila occhi mi permettono di vedere particolari e colori con una nitidezza inimmaginabile. Apprezzo ogni più piccola forma di movimento. Ci sono molti miei simili. Volo sull’acqua, le mie ali mi portano ovunque. Continuo a essere il più grande predatore di questo mondo. La mia tecnica di caccia è perfetta. So inseguire la preda, intercettarla e divorarla mentre volo. Incontro in volo un mio simile, i nostri corpi sono attratti come per un incantesimo e si fondono. Voliamo uniti, infinita è la felicità. Dopo molto tempo i nostri corpi si staccano e scendo a pelo d’acqua dove finalmente libero le uova che sentivo crescere nel mio addome. Ho dato la vita a molti miei simili il mio ciclo è terminato: ho portato a termine il compito che mi era stato assegnato. Posso morire felice.

Enrico Garrou

Le libellule sono un genere di insetti appartenente all’ordine degli Odonati. Il nome Libellula deriva dal latino “libra”, ovvero bilancia in quanto volando tiene le ali orizzontali. Hanno un apparato boccale masticatore formidabile e si nutrono di insetti che afferrano in volo. Sono terribili predatori sia in acqua che in volo.

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