l’Angelo annunziante

E’ grande il piacere mio nel parlare degli angeli, nel mio sito ho pubblicato alcune poesie su queste creature luminose. Spero che la mia poesia sull’Angelo annunziante sia gradita.

L’Angelo annunziante

Quando apparve si scatenò un firmamento di arcobaleni,

astri vagavano nel blu del cielo come lacrime d’amore,

fiori umidi dal pianto dell’aurora sorrisero,

le rose narravano incanti, farfalle palpitavano sopra i fiori.

Nel suo volto scorreva il cosmo, le sue ali avevano riflessi d’oro,

i capelli erano biondi come di sposa bambina,

nella mano un giglio candido bagnato dai sogni,

il suo corpo era metamorfosi di luce,

luce di perle, che illuminava tutto.

Un soffio d’amore infinito riempì il mio cuore,

quando la parola uscì dal paradiso delle sue labbra

ed Io compresi: nelle parole artefici della luce e della visione

vidi il tuo volto, la tua bellezza che seduce la luna

e fa cantare gli astri, vidi il tuo corpo intrecciato al mio,

anime perse in un mondo di nettare e di ghirlande di viole,

avvolti dal profumo dei gelsomini.

Sprofondai nella creazione, nell’immagine del futuro,

oltre il tempo, lo spazio, nell’anima delle conchiglie,

nel lago dell’amore infinito dove convivono tutti i colori,

dove soli pieni di miele si specchiano rapiti.

La rivelazione terminò mentre in cielo danzavano comete,

l’angelo volò via dai miei occhi, lasciandomi la nostalgia di Te,

ed io sprofondai nel dolce pozzo dei sogni.

Enrico Garrou

Leonardo da Vinci

 

 

 

Visioni

Il sogno si adagiò piano nella mia mente

ed io sprofondai in una voragine di nostalgia e di stupore.

Il mio corpo si dissolse nel blu e il tempo si fermò.

Fuori nella vasta notte nascevano e morivano gli astri,

vecchie galassie, nate quando ancora non c’era il sole,

danzavano leggere mentre le loro stelle principesse creavano prodigi,

e l’ambrosia imperlava una luna allacciata in un amplesso

con un pianeta birichino che la deliziava di baci.

Ma in questo fluttuare tra corpi celesti

all’improvviso avvertii un profumo

e apparve una donna vestita con fiori della terra, del mare, del cielo,

il sogno mi trasportò in un peccato delizioso:

le presi la mano e camminai con lei sull’erba segreta

di un giardino ai confini del paradiso

immerso in favole e sospiri di usignoli e canzoni di sirene.

Mille volte i nostri corpi si specchiarono nel piacere,

mille volte i miei occhi si persero nei suoi,

fiori aprirono corolle, petali ondeggiarono nel vento.

Ci raccontammo segreti che neanche i sogni possono ascoltare

e la notte benigna stese su di noi un tappeto di stelle,

coprì lo scorrere del sogno, lasciandomi incantato

a veleggiare sulle onde della follia del nostro amore.

Enrico Garrou

Fernandez Ortega

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Stanotte

Stanotte
Stanotte quando tutti i suoni saranno spenti
E le api nell’alveare creeranno sogni per la regina;
si, quando gli adoratori delle tenebre
renderanno il cielo nero per la gioia dei gufi e delle civette,
e solo il bizzarro volare delle farfalle notturne
riempiranno di rumori il mondo,
allora verrò e tu mi accoglierai nel tuo letto.
Con te danzerò una danza guerriera,
I tuoi capelli ondeggeranno come un mare di papaveri
per ipnotizzare il mio desiderio,
i tuoi occhi che hanno nutrito il mare
mi faranno volare in cielo, sarò il cacciatore dei sogni
e lascerò cadere dentro il tuo cuore pazzie multicolori,
voli di farfalle, il blu e il verde delle piume dei pavoni,
ambra d’oro, il canto d’amore dei coralli.
Non ci sarà ne sole, ne luna, ne stelle
quando le mie mani conosceranno la sapienza dell’amore
e il piacere esploderà in sospiri, baci
estasi, latte, per il gioco dei tuoi fianchi
che danzano come api quando trovano i fiori.
Poi una esplosione dolce di gioia
fino a quel singhiozzo d’amore
che è l’infinito piacere del paradiso.
Enrico Garrou (28/10/2015)
Arunas Rutkus
Arunas+Rutkus+2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il caro amico Claudio Marcello Capriolo, appassionato di musica e storia ma sopratutto di montagna come me, (visitate il suo sito: è delizioso:https://clamarcap.wordpress.com/)
mi ha fatto un nuovo dono, per commentare musicalmente la poesia, consigliandomi questo pezzo:
FALLA: Ritual Fire Dance/Leibowitz che trovate su You tube: http://www.youtube.com/watch?v=3GR5dwPvEdY&ft=li

L’infinita leggerezza del virtuale

Sei vicino a me, intorno a me, nel mio cuore,
ti racconto fiabe antiche che nessuno ha ancora ascoltato,
ti parlo della neve che cade e ogni fiocco è un pensiero
un gioco d’amore, una carezza.
Sono il sognatore che di sera abbraccia la luna
e lascia che la fantasia incontri i tuoi occhi,
perché siamo spirito, astrazioni, la gioia ci unisce.
I nostri piaceri le nostre carezze
hanno la delicatezza dei raggi della luna,
l’eterea bellezza dei colori dei fiori.
Noi siamo l’infinito, la malia, il suono degli astri,
l’amore creato dal caso, l’amore che è necessità.
I nostri sogni sono nel futuro,
non conosco ancora il tuo volto
ma conosco l’allegria gioiosa delle tue labbra, i tuoi seni,
i tuoi fianchi che danzano come ali di farfalla,
il tuo bacio che crea giardini di candide nuvole
dove conservare il sussurro delle nostre voci.
Enrico Garrou (7/10/2015)
Adam Martinakis

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L’amico caro: Claudio Marcello Capriolo con grande gentilezza mi ha consigliato questo brano da sentire con la poesia, eccolo:https://youtu.be/QRjllL-MP0U

Evviva la fotografia I

Inizio con questo articolo a presentare una serie di mie poesie che sono state ispirate da foto  scattate da amiche e amici. la prima fotografia è stata scattata da una persona a me cara Lucia Lorenzon, che anche lei scrive su WordPress.

Sottili magie
Chi sei, Tu che appari così con il colore dei fiori
dei papaveri, dei tulipani, delle viole,
un angelo che mi viene a trovare
perché mi deve annunciare un amore, una follia, una pazzia?
Ma non hai faccia, solo pensieri,
forse sei un guerriero che si copre del colore
per sconfiggere passioni e desideri?
Sei a cavallo di una nuvola
sai volare, la tua spada è affilata come il vento,
delicata come la pioggia,
sottile ma tagliente come un filo d’erba.
Si, forse sei un potente cavaliere.
Oppure un sogno, un sogno che è realtà,
un sogno colorato, Un sogno di stupore
un sogno che non muore, incapace di finire.
Ma no, fammi pensare,
forse sei la donna che non riesco a trovare
che si nasconde dietro a visioni di prati,
al volo delle farfalle, alla luce delle lucciole, alle comete,
capace di creare idee e segni divini, come le api,
creatrice di profumi, coi fiori dei rami di ciliegio.
Si, adesso ti riconosco, Tu sei la mia strega,
sei il sole che crea le stagioni,
sei quella che sa nascondersi nella corolla delle orchidee,
tatuata dai fili folli dei bachi di seta,
avvolta nei colori dei serpenti corallo.
Sei la sottile sfera che contiene tutti i suoni,
tutti i desideri, tutte le passioni, Tu sei l’allegria.
Enrico Garrou (12/7/2015)

fotografia di Lucia Lorenzon

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Angeli

L’angelo visionario
Ci sono rose nel cielo, esplosione di colori,
e petali che volano: son farfalle, visioni,
cadono sulla terra, diventano fiori
gialli, rosa, rossi, blu, celesti, marroni,
prendono forma e per prodigio sono uccelli
dalle piume con le forme più strane,
allungate, arricciate, ovali, volano in cielo
si tramutano in bolle di pensieri,
salgono, si trastullano, trasportano profumi
ma un sole sognatore le fa esplodere,
libera aromi, sono parole d’amore,
sogni cesellati nell’oro che la magia
di maghi incantatori converte in gioielli,
ametiste, giade, rubini, smeraldi, cristalli e
un angelo visionario li trasforma in lucciole,
è la poesia, il gioco del prato, la musica che sale in cielo
avviluppa la luna , la rende pazza d’amore
e lei gioca con il mio e il tuo cuore.
Enrico Garrou (26/5/2015)

Osvaldo Licini

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L’angelo che sogna
Pittori, creatori di visioni, hanno tatuato l’aria
attraverso sussurri e magie fissatrici,
ecco la forma che riempie lo spazio:
Lei ha gli occhi che allevano i sogni,
I fianchi morbidi come frutta, seni che sono mele,
un incanto da affidare all’arte sottile
dei maghi della scultura, per dare volo
a questo sogno, riempirlo di mistero,
farlo diventare fremito di cose materiali.
Un prodigio il suo corpo che danza felice,
è il fremito della musica che si solleva su ali azzurre
l’azzurro dei pavoni, l’azzurro dei laghi, dell’ametista,
e scivola lungo i desideri delle orchidee e dei gelsomini.
La danza diventa poesia, storia, vegetazione,
fiori, arcobaleno, idiomi, ambra, gemme
il cielo si incanta, si colora dei colori del fuoco,
Lei è l’amore il suo bacio è piacere,
il suo riso, creatore di perle, sa far innamorare le stelle.
Enrico Garrou (21/5/2015)

Osvaldo Licini

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Una notte silenziosa

La dama vestita di sogni ha posato la mano
sulle mie palpebre e con dita tremanti
mi ha rubato gli occhi,
accompagnandomi nel ricamo del sonno.
Fiori opaline, che sembravano uccelli,
avvolgevano il mio pensiero con profumi,
uccelli che sembravano fiori,
vestiti di piume intarsiate nella giada,
cantavano con becchi d’oro,
pavoni aprivano gli occhi nel cielo,
e c’erano donne in abiti di seta e zaffiri
che ballavano coi capelli sciolti.
D’improvviso tutto spariva:
i fiori, le dame, gli uccelli, i colori,
nello specchio dell’anima c’era il tuo volto sognato,
come disegnato, con quegli occhi vasti,
da cui traggo, come un mago antico,
covate di stelle e sorrisi fatti di arcobaleni,
una visione incoronata da viole e gelsomini.
Un filo ci legava nel giardino dei desideri,
labbra tremanti si sono avvinghiate
in baci di fiamma; singhiozzi d’argento
si perdevano sui tuoi candidi seni,
mentre raccoglievo sogni
tra il candore delle tue cosce.
Poi l’aurora, un esercito di raggi
a danzare sul mio viso, ed ero sveglio
ma ricordavo di averti chiesto di venire via,
di lasciare il sogno, ma sei rimasta li,
senza parlare, prigioniera di una notte silenziosa.
Enrico Garrou (12/5/2015)

Gustav Klimt
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Per ricordare – 8 marzo

8 marzo, Auguri alle amiche di WordPress, con una poesia della Gioconda Belli:

Tutte le profezie raccontano
che l’uomo creerà la propria distruzione.
Ma i secoli e la vita che sempre si rinnova
hanno anche generato una stirpe di amatori e sognatori;
uomini e donne che non sognano la distruzione del mondo,
ma la costruzione di un mondo pieno di farfalle e di usignoli.
Gioconda Belli  (Nicaragua, 1948)

Felice Casorati
Felice-Casorati.-Dreaming-of-Pomegranates-1912

 

Il Gioco

Un azzurro pallido in cielo
e poi la prima stella,
sulla parete le nostre ombre che giocano
rubano incanti, profumi.
Non escono parole dalle nostre bocche
ma bocciuoli di rose, musiche divine
e le mani gentili sono atti d’amore
che accarezzano, che affondano nelle matasse di seta
dei nostri sogni coperti di papaveri rossi,
e come angeli ci lanciamo fiori e la parete è un giardino,
ma non ci sono più stelle ora da rubare in cielo
solo silenzio e un infinito arcobaleno.
Enrico Garrou (9/2/2015)

Mirò

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Ricamo bianco

Avvolto in un incanto bianco,
circondato da una danza di folletti
che si cercano in un cielo ovattato,
mi chiedo se è una magia, o un sogno, o un gioco,
questi delicati ricami che scendono dal cielo.
Su un ramo un pettirosso,
batuffolo di sole piume,
mi guarda ma è un attimo,
vola via mentre è neve che cade
su questo mondo bianco.
Lascio giocare i miei pensieri,
appesi a fiocchi di neve,
volteggiano e si adagiano piano,
ma non su questa coltre candida,
scendono sui tuoi capelli sul tuo viso,
diventano baci mentre brividi d’amore
si rincorrono nei nostri cuori,
gli occhi si cercano e ridono felici.
Enrico Garrou (5/2/2015)

 

Georgij Moroz

georgij moroz