Draghi

Draghi danzano in un cielo di stelle

sono desideri che i pensieri creano

mentre i nostri corpi intrecciati giocano in un prato

colorato dal piacere di rossi papaveri e azzurri fiordalisi.

Sogni colorano le nostre labbra di sottili richiami d’amore

che scrivono sulla pelle emozioni: sono fiori, passioni,

fuochi, sospiri, comete, soli, lune, gocce di eccitazione.

Brilla la luna di perlacee delizie, visioni,

incanti che piovono nelle mani e diventano carezze

sussurri, gemiti, mentre i nostri occhi si perdono tra le stelle.

Danziamo amore, incolliamo le nostre anime in questa notte azzurra,

amami, non ti fermare, noi siamo il fuoco,

noi siamo i sogni che sogneremo, noi siamo il miele,

abbracciamoci cavalcando il tempo, perdiamoci nel profumo delle viole,

per sempre avvinghiati, noi siamo farfalle che volano oltre la magia,

oltre il profumo, oltre la realtà, oltre al prodigio,

oltre il polline che racchiude la vita.

Noi siamo draghi che volano fra le nubi, lungo la curvatura del cielo,

lungo arcobaleni, noi rubiamo astri per alimentare il sogno.

Enrico Garrou

Chen Rong

Nine-Dragons1Chen Rong

Sogni

Primo sogno

La luna percorreva la sua orbita,
grilli cantavano raccontandosi sogni e desideri
e stelle come greggi riempivano il cielo.
Palpita il mio cuore al buio, qualcuno gli parla,
si, è la tua voce, le tue parole cadono come rossi petali
nel sospiro del mio sogno, estasi perché le tue labbra
sorridono dolci, annunciatrici di baci sul mio viso.
Sento il tuo profumo che si sprigiona dalla mia memoria,
accarezzo i tuoi seni che sanno di viole,
sono farfalla che si posa sulla rosa color carne che è la porta del cielo
mentre le mie mani ricamano sulla tua pelle fiori di primavera.
Carezze fra le stelle dell’amore immaginato,
le ombre dei tuoi baci passano sui miei occhi addormentati
e angeli colorano d’azzurro questo mio paradiso.
Enrico Garrou (16/11/2015)
Csaba Markus

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Un nuovo dono dell’amico Claudio Marcello Capriolo, appassionato di musica e storia ma sopratutto di montagna come me, (visitate il suo sito: è delizioso:https://clamarcap.wordpress.com/)
per commentare musicalmente la poesia, mi consiglia questo pezzo: Johannes Brahms (1833-1897): Intermezzo (Andante moderato) in mi bemolle maggiore per pianoforte op. 117 n. 1 (1892). Davide Cabassi.

Secondo sogno

Sei vicino a me, ti abbraccio,
non posso dormire senza di te
devo ascoltare il tuo sognare
mentre pavoni innamorati mi introducono
in un paese dove le fate raccontano fiabe,
e io sono il cavaliere che ti porta su una stella
dove in un prato di ciclamini voglio sconfiggere
il drago delle mie e delle tue paure,
così che la mia anima entri nel tuo corpo delicato
per assaporare il nettare dei tuoi pensieri
e restare dentro di te fino a che l’aurora
non spenga tutte le stelle e un volo di colombe
illumini con polvere d’oro il buio
e nasconda nella luce, la dolcezza dei nostri corpi.
Enrico Garrou (5/11/2015)
Agita Keiri
Agita+Keiri

 

 

 

 
Spettacoloso il secondo pezzo proposto da Claudio Marcello Capriolo, eccolo:Tōru Takemitsu (1930-1996): Air per flauto solo (1995). Robert Aitken. Anche l’amico Bruce (https://silvanodonofrio.wordpress.com/ ) ha proposto un pezzo di forte impatto con un video spettacoloso: “Deep blue day” di Brian Eno, lo ringrazio di cuore

 

l’angelo caduto

Quando l’angelo cadde sulla terra
non si senti alcun rumore,
solo fiori dai petali con le forme più strane
si sollevarono in aria e tutto fu pieno di profumo
e di colore. Ogni petalo un sogno,
ed io che lo vidi capii che era un angelica donna
ma poteva essere un uccello, o il mare o una cometa,
aveva lievi ali cosparse di polvere d’oro,
era un incanto, forse era venuto a rubare i miei sogni
o a incatenarmi ad una stella
per mangiarmi il cuore.
Magari voleva sussurrarmi qualcosa
un pensiero nascosto in una conchiglia,
Il fremito della bellezza, o storie di aurore e baci e sospiri,
oppure qualcosa per farmi ricordare l’amore,
che avevo provato per te e che adesso era visioni
o ricordi imprigionati in un sorriso.
Non si sentì alcun rumore quando cadde sulla terra
solo fiori volarono in cielo e i miei occhi si persero nei suoi
pieni di infinita dolcezza come quelli di madre
che allatta la sua creatura più bella e allora seppi
perché era caduto sulla terra: aveva il tuo volto,
inghirlandato di memoria avvolta nel sogno.
Enrico Garrou (6/7/2015)
Sandro Botticelli
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L’amico Claudio Marcello Capriolo, grande esperto di musica, il cui sito è: clamarcap.wordpress.com, mi ha di nuovo fatto dono di un mottetto di Tomás Luis de Victoria (1548-1611): Descendit angelus. Ascoltatelo è decisamente una  delizia. Grazie Claudio, di cuore.

Angeli

Tre mie visioni sugli angeli. Il primo quadro racconta di un angelica donna incontrata in sogno, nel secondo quadro ho descritto la raffigurazione di un amore angelico, nel terzo due angeli innamorati cadono sulla terra per vivere una vita terrena.

Angelo I

Nata prima del tempo, prima dello spazio,
prima che la pioggia cadesse,
all’epoca dei sogni e dei desideri,
immersa in uno splendore simile all’arcobaleno
con piogge di farfalle sulle Tue ali impregnate d’amore,
Ti ho incontrata, non con i miei occhi:
“eri troppo avvolta dalla luce”, ma con l’intelletto:
mi guardavi attonita senza proferir parola,
tremante d’amore come le stelle,
invadendo la mia mente di pensieri abbaglianti,
gettando viole sui miei desideri.
Poiché il tuo amore tutto inghiotte, tutto perdona,
ho provato a chiederTi di portarmi nella luce del sole
ma sei volata via su una nuvola vagabonda,
sussurrando pensieri melodiosi come le note di un flauto,
profumati come il gelsomino e la rosa, lasciandomi folle d’amore.
Enrico Garrou (3/1/2015)

Sandro Botticelli
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Angelo II
Nel lago dei tuoi occhi ho cercato parole per parlarti d’amore
ma la mia voce era muta come le cose che ti circondavano.
Neanche la mia memoria ricordava del tuo passato
forse tu esistevi già prima della creazione,
forse il tuo respiro è il palpitare delle stelle.
La mia anima si specchia nella poesia della tua bellezza,
nella divina sapienza che tu mi doni
quando con le mani sfiori il mio viso o quando mi abbracci.
Sei il sogno che viene a trovarmi, in un luogo senza spazio,
senza tempo, e con le tue ali mi avvolgi, mi culli,
mi doni meraviglie d’amore che solo gli angeli conoscono
perché solo Tu conosci i miei desideri, le mie follie.
Prendimi con te, portami via in un posto lassù tra le stelle,
cullami, fammi addormentare sopra il tuo seno,
cantami una ninna nanna e accompagnami nella tua divina follia.
EnricoGarrou (3/1/2015)

Sandro Botticelli
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Angeli III

Noi angeli belli
voliamo sopra i pensieri, sopra sogni muti, sopra le notti,
nelle mani frammenti di luce, raccolti dove nascono le stelle,
per farne fiori di papaveri rossi e colorare tramonti.
Noi angeli belli cavalchiamo le comete,
che si rincorrono nella vastità del creato,
noi pronti a perderci sotto coltri
di un silenzio notturno rotto dallo sguardo
di una luna innamorata, mentre i nostri occhi
tremanti di gioia partoriscono gemme d’amore
che si conficcano nel cuore.
Fino ad un mattino imperlato di bianco
che sa di neve caduta dalla mano di un dio,
che vede ermellini giocare,
mentre noi prima della parola,
prima dello spegnere del sogno,
prima che le stelle siano scopate via,
noi scendiamo sulla terra non più divini
ma candide colombe innamorate.
Enrico Garrou (3/1/2015)

Duccio da Boninsegna
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Magia

L’amore è sempre magia: sia quello passato, o il presente, o quello che verrà.

Magia I
Le stelle scomparivano ad una ad una
dal manto del cielo, ed io passeggiavo ancora nel sogno,
quando sul mio viso battiti di ciglia mi diedero un bacio,
un soffio leggero si frantumò sulle mie palpebre chiuse,
e nelle orecchie sentii conchiglie raccontarmi il rumore del mare.
Non aprii gli occhi, avevo paura di incontrare la tua infinita bellezza,
temevo che comete si spegnessero in cielo,
rimasi aggrappato alla scala del sonno mentre le tue sottili dita
creavano magici arabeschi sull’ovale del mio viso.
Ma le tue labbra sussurrarono alle mie una cantilena d’amore
ed io fui costretto ad aprire gli occhi, che subito si persero nei tuoi,
mentre i tuoi capelli come onde accarezzavano le mie guance.
Enrico Garrou (2/12/2014)

Vladimir Dunjic
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Magia II
Noi a rubare rami ricoperti di sogni,
nei giardini del cielo, fra i fiori dell’aria.
Io e te a inseguire ricami di desideri
che un dio innamorato ci ha dato in dono;
noi che sappiamo cercare l’amore
fino su una luna di cristallo,
capace di dondolarci, di cullarci,
mentre mordo la tua bocca di prugna
e tu giochi con i fiori della mia felicità.
Disperatamente avvolti in questa magia
facciamo fremere le foglie,
cucite dalle fate, sull’albero della passione;
noi nuvole formate dai nostri pensieri d’amore.
Enrico Garrou (2/12/2014)

Amedeo Modigliani
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Magia III
Grilli, cicale, fiordalisi, papaveri e noi che balliamo
sotto una luce rubata alle stelle
e il tuo amore che mi piove addosso
come carezza di farfalla;
I tuoi baci son flauti magici sulle mie labbra
desiderose di miele, di viole,
son fiori che piovono nel cuore,
o forse carezze, svolazzi ,tenerezze.
Il tempo si ferma, diventa una rosa,
mentre mi perdo nei tuoi occhi stupiti
che mi guardano teneri:
sai, i sogni sono belli come il tuo volto.
Enrico Garrou (2/12/2014)

Gustav Klimt
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Il viaggio

Solo,
ho attraversato il mare verde
di un pensiero
appeso a fili di nubi.
Sai, mi sono perso
ìn mezzo ai gelsomini,
tra i loro vascelli di profumo,
traghettatori del mio incanto,
c’erano farfalle intorno a me
che partorivano sogni,
svolazzanti creatrici
dei miei desideri.
Solo,
tra felci e piante misteriose,
odori di muschio e onde verdi
di cervelli sognanti e rami e alberi
eleganti come piume di pavoni.
Ma ero solo con la mia malinconia,
non c’erano le tue mani
con le mie a rubar le stelle,
o a guardare l’amore
proiettato sulla luna.
Enrico Garrou

Igor Morsky
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