la danza

Nei palazzi delle corolle dell’eliconia danzano colibrì,

volteggiano, si immobilizzano, si ubriacano di nettare,

sono il gioco tra il giardino e il cielo, la poesia.

Nel cielo si rincorrono nubi dalle mille forme,

orlano il sogno, diventano labbra che sorridono,

nubi a forma di piuma, di isole che volano,

nubi guerriere, cavalli marini, coccodrilli, elefanti.

Il vento le trasforma continuamente poi le allontana,

scende, gioca in un campo di papaveri e fiordalisi,

le corolle rosse si mescolano con il blu e il verde degli steli,

il giallo e l’azzurro delle farfalle, il blu del cielo.

E’ un combattimento di colori, la magia dei creatori,

il prodigio della metamorfosi, tutto diventa miele,

il giorno si veste di oro, di suoni di conchiglie,

del canto delle allodole, degli usignoli, dei suoni celesti,

visioni e il profumo danza, avvolge ogni cosa,

profumo di viole, di gelsomini, di tigli,

profumo di acacie innamorate, profumo di rose senza tempo,

per lustrare i sogni, deliziare i due innamorati

nella loro danza d’amore, avvolti da mille soli,

da arcobaleni, dal volo delle lacrime,

dal suono allegro del piacere, dal gioco elegante del peccato.

Enrico Garrou

Satiro danzante III sec. a.c. (Mazara del Vallo)