Dammi la mano

Un mare di stelle tra i nostri pensieri che si accarezzano

creano fiori per mille colibrì innamorati che danzano felici,

sono lucciole, colorano il cielo ubriache d’amore.

Ti dono i miei sogni, il canto dei grilli, il gioco delle nuvole,

le tue labbra ridono come i tuoi occhi, creano magie,

vorrei andare su in cielo e prender una stella e illuminarti tutta,

ma la luna passeggiando lassù ha rischiarato il tuo corpo,

l’argento della sua luce si è posata sulle tue labbra

che mi hanno sussurrato: “ti amo”

e viole e gelsomini sono sbocciati nel mio cuore.

Dammi la mano e danziamo, dammi la mano

e diventeremo un solo fiore mentre ci ameremo

voglio essere il prolungamento del tuo sorriso,

il colore dei tuoi occhi, non parlare gioia mia

non scoprire la nostra felicità, gli dei sono invidiosi,

voliamo in questo immenso cielo

noi siamo il blu, noi siamo la luna che canta e si innamora,

è tempo di miele, di rose con petali come labbra,

è tempo di violini che suonano melodie, le note

sono lacrime d’amore che scendono dai tuoi occhi

e io mi incanto, ti bacio le guance, hai acceso il mio cuore,

che meravigliato sa che ora sono tuo,

sei tu la mia storia d’amore.

Enrico Garrou

Kiyo Murakami

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Ninna Nanna

C’è un roseto arruffato dal vento
petali delicati fanno cornice al nostro volo,
tu sei il cigno bianco e io quello nero
i nostri colli sono intrecciati, così ha deciso il destino,
in questo cielo non c’è una sola luna ma molte
che fanno capriole con le stelle
e l’aria gioca con le nostre piume,
ma quanto è bello questo sole: è un caldo sussurro.
Guarda c’è un bosco con alberi di mele
le foglie sono d’argento i pomi d’oro
ne raccolgo uno per fartene dono
questa è una magia, tienilo nella mano
non saprai più dove sta la verità e dove la bugia,
non saprai mai se quelle farfalle con le ali opalescenti
sono vere o sono i tuoi pensieri che si rincorrono,
e che il mio cuore camaleonte cattura
e li copre con polvere di stelle, per farne gioielli
da infilare nei tuoi capelli.
Un flauto viene suonato da una schiera di gigli
è solo follia, questo è l’amore non c’è niente di strano,
sono un satiro antico ora ti ammalio,
felici sdraiamoci su questo tappeto di anemoni bianchi,
qui non si sentono rumori, ma c’è solo una malia
formata da arabeschi di desideri,
fammi compiere un volo diverso,
voglio perdermi nelle oscurità del tuoi corpo
che sa di miele, sono un eroe che agonizza
mentre si compie l’amore e in quel languido silenzio
il mio grido è il grido di gioia per aver consumato il sogno.
Ma quanto sei bella, così mentre i nostri occhi si
raccontano fiabe e si offrono rose,
mentre il nostro pensiero gioca nel carro del sole.
Enrico Garrou (15/ 5/2015)

 

Dipinto di Serge Marshennikov

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