Evviva la fotografia II

Una grande amica, una grandissima fotografa, sue foto esposte in mostre all’estero, presentate in riviste come Photo Vogue. Donna affascinante e misteriosa si chiama Elisabetta Lucido, mi ha donato una sua foto. Le dedico molto modestamente questa poesia:

L’incantata leggerezza del desiderio

Silenziosa magia, circondata da aliti sommessi di piacere,
solo il rosso slanciato nel cielo
e quel centro nero, come una stella spenta,
la leggerezza dei pensieri, la mano tua nella mia, senza parole,
solo desideri sottili e delicati come i petali dei papaveri,
e poi il blu di un cielo che raccontava storie antiche
e i tuoi occhi che giocavano con il piacere,
creavano linee nel mio fantasticare.
Avrei voluto baciarTi, assaporare l’oppio delle tue labbra
ma i fiori, il cielo, le lame abbaglianti del sole e quel silenzio
non mi permettevano di giocare, non avrei potuto sopportare
un tuo rifiuto, tutto era tremendamente delicato,
così divino e quei papaveri che si trasformavano in farfalle
e il rosso che tatuava quel cielo di freschi sogni,
sogni senza rumori ma abitati da sole visioni:
si, il fremito delle sostanze avrebbero cancellato questo prodigio.
Enrico Garrou (16/7/2015)

Fotografia di Elisabetta Lucido11755205_1620630038199376_6744951153105717987_n

Evviva la fotografia I

Inizio con questo articolo a presentare una serie di mie poesie che sono state ispirate da foto  scattate da amiche e amici. la prima fotografia è stata scattata da una persona a me cara Lucia Lorenzon, che anche lei scrive su WordPress.

Sottili magie
Chi sei, Tu che appari così con il colore dei fiori
dei papaveri, dei tulipani, delle viole,
un angelo che mi viene a trovare
perché mi deve annunciare un amore, una follia, una pazzia?
Ma non hai faccia, solo pensieri,
forse sei un guerriero che si copre del colore
per sconfiggere passioni e desideri?
Sei a cavallo di una nuvola
sai volare, la tua spada è affilata come il vento,
delicata come la pioggia,
sottile ma tagliente come un filo d’erba.
Si, forse sei un potente cavaliere.
Oppure un sogno, un sogno che è realtà,
un sogno colorato, Un sogno di stupore
un sogno che non muore, incapace di finire.
Ma no, fammi pensare,
forse sei la donna che non riesco a trovare
che si nasconde dietro a visioni di prati,
al volo delle farfalle, alla luce delle lucciole, alle comete,
capace di creare idee e segni divini, come le api,
creatrice di profumi, coi fiori dei rami di ciliegio.
Si, adesso ti riconosco, Tu sei la mia strega,
sei il sole che crea le stagioni,
sei quella che sa nascondersi nella corolla delle orchidee,
tatuata dai fili folli dei bachi di seta,
avvolta nei colori dei serpenti corallo.
Sei la sottile sfera che contiene tutti i suoni,
tutti i desideri, tutte le passioni, Tu sei l’allegria.
Enrico Garrou (12/7/2015)

fotografia di Lucia Lorenzon

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Angeli

L’angelo visionario
Ci sono rose nel cielo, esplosione di colori,
e petali che volano: son farfalle, visioni,
cadono sulla terra, diventano fiori
gialli, rosa, rossi, blu, celesti, marroni,
prendono forma e per prodigio sono uccelli
dalle piume con le forme più strane,
allungate, arricciate, ovali, volano in cielo
si tramutano in bolle di pensieri,
salgono, si trastullano, trasportano profumi
ma un sole sognatore le fa esplodere,
libera aromi, sono parole d’amore,
sogni cesellati nell’oro che la magia
di maghi incantatori converte in gioielli,
ametiste, giade, rubini, smeraldi, cristalli e
un angelo visionario li trasforma in lucciole,
è la poesia, il gioco del prato, la musica che sale in cielo
avviluppa la luna , la rende pazza d’amore
e lei gioca con il mio e il tuo cuore.
Enrico Garrou (26/5/2015)

Osvaldo Licini

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L’angelo che sogna
Pittori, creatori di visioni, hanno tatuato l’aria
attraverso sussurri e magie fissatrici,
ecco la forma che riempie lo spazio:
Lei ha gli occhi che allevano i sogni,
I fianchi morbidi come frutta, seni che sono mele,
un incanto da affidare all’arte sottile
dei maghi della scultura, per dare volo
a questo sogno, riempirlo di mistero,
farlo diventare fremito di cose materiali.
Un prodigio il suo corpo che danza felice,
è il fremito della musica che si solleva su ali azzurre
l’azzurro dei pavoni, l’azzurro dei laghi, dell’ametista,
e scivola lungo i desideri delle orchidee e dei gelsomini.
La danza diventa poesia, storia, vegetazione,
fiori, arcobaleno, idiomi, ambra, gemme
il cielo si incanta, si colora dei colori del fuoco,
Lei è l’amore il suo bacio è piacere,
il suo riso, creatore di perle, sa far innamorare le stelle.
Enrico Garrou (21/5/2015)

Osvaldo Licini

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Creazione

Nel 1995 il telescopio spaziale Hubble scattò una fotografia nel bordo sud orientale di una nebulosa diventata celebre con il nome: “Pilastri della Creazione”. A distanza di 20 anni lo stesso telescopio ha fotografato nuovamente questa nebulosa associata all’ammasso M16 nella “Coda del Serpente” già nota come nebulosa “Aquila” e in particolare i “pilastri della Creazione”. Sono fotografie che descrivono in maniera fiabesca i fenomeni che preparano, tra l’altro, la nascita delle stelle all’interno della nebulosa. Tra questi pilastri soffia un vento di particelle ionizzate che li scolpisce e li modifica in maniera impercettibile sulla scala di tempo umana, ma velocemente nella scala di tempo astronomica. Si pensa che le sue aree oscure siano associate a protostelle o comunque ad oggetti stellari giovani. I pilastri sono stati creati dall’azione del vento stellare delle stelle giganti dell’ammasso aperto centrale che crea queste particolari strutture a pilastro. Ho scritto una poesia su questo argomento:

Creazione
Avvolto in un manto di sogni
prima del suono, prima del colore,
prima della magia,
il costruttore plasmò con creta divina,
presa dalla sua memoria
bagnata di luce e di vento,
pilastri grandi come lampi
che illuminarono le tenebre:
furono nebulose, galassie, comete
giochi di polvere e pianeti di sogno.
Grandiose culle di nuove gioiose stelle,
piene di luce e di calore,
di parole celesti,
di costellazioni danzanti su specchi divini.
Il freddo e il buio furono cacciati dai sogni,
dalla magia, dai tremiti di cristalli sognanti,
dal volo della poesia, da suoni, dal colore,
e quando l’opera fu completata
con mani stellate mescolò
il suo cuore con la creazione.
Enrico Garrou (25/2/2015)

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Pilastri della Creazione

Ricamo bianco

Avvolto in un incanto bianco,
circondato da una danza di folletti
che si cercano in un cielo ovattato,
mi chiedo se è una magia, o un sogno, o un gioco,
questi delicati ricami che scendono dal cielo.
Su un ramo un pettirosso,
batuffolo di sole piume,
mi guarda ma è un attimo,
vola via mentre è neve che cade
su questo mondo bianco.
Lascio giocare i miei pensieri,
appesi a fiocchi di neve,
volteggiano e si adagiano piano,
ma non su questa coltre candida,
scendono sui tuoi capelli sul tuo viso,
diventano baci mentre brividi d’amore
si rincorrono nei nostri cuori,
gli occhi si cercano e ridono felici.
Enrico Garrou (5/2/2015)

 

Georgij Moroz

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