Le tentazioni di Lancillotto

Jon Steimbeck descrive in un suo bellissimo libro le gesta di re Artù e dei suoi cavalieri. Ho voluto estrapolare un mio pensiero per descrivere le tentazioni a cui è sottoposto Lancillotto, il più famoso dei cavalieri di Artù, da parte di quattro regine o meglio streghe, che innamorate dell’eroe cercano di convincerlo ad amare loro e non Ginevra, moglie dello stesso re, che lui segretamente ama. Ecco la risposta di Lancillotto alle profferte d’amore delle quattro streghe:

“Io sono Lancillotto del lago, figlio di re Ban di Benwick,

mi inchino davanti a voi regine, che sedete su troni

tempestati di pietre preziose, coperti da stoffe fatte coi fiori,

voi che, splendide nei vostri abiti ricamati, mi osservate.

Ma vi chiedo il perché di questa mia prigionia,

“Ditemi perché mi trovo in questo castello,

cosa potete volere da me?”

Rispose Morgana, la regina, la fata, sorellastra di re Artù,

bella nella sua infinita bellezza, i capelli color del cielo, gli occhi viola,

un vestito rosso con fiori di rosa fatti con ricami d’oro:

“No, non sei prigioniero, tu sei prigioniero dell’amore.

Vedi Lancillotto noi abbiamo tutto quello che si può desiderare:

potere, terre, ricchezze, cose belle oltre l’immaginabile.

Ma quando ti abbiamo visto addormentato sotto un melo

ieri in quel campo tappezzato di margheritine,

noi quattro, ti abbiamo desiderato ma noi non possiamo dividerti,

così sarai tu, dopo che ognuna di noi ti avrà offerto il suo dono,

che sceglierai a chi donare il tuo amore.”

La prima a parlare sarà la regina del Galys del nord.

La regina si alzò, mosse i capelli rossi che guizzarono come una fiamma

i suoi occhi erano colore smeraldo, si avvicinò a Lancillotto

il suo corpo sapeva di muschio, la sua voce era bassa profonda,

faceva vibrare il cuore.

“Ti prometto Lancillotto l’estasi dell’amore,

un’estasi che cresce che si espande

e tu sarai preda di una furia, di una passione esultante.

Proverai in ogni tua fibra sensazioni sconosciute, l’infinito piacere

del desiderio realizzato, Il gioco della voluttà.”

“Tocca adesso alla regina delle isole esterne” disse Morgana

Non si alzo dal trono la regina Irel, no, rimase seduta, gli occhi danzavano pieni di ironia,

i capelli biondi le incorniciavano il viso e disse:

“Io ti prometto il cambiamento, un giorno la felicità, un giorno la malinconia,

un giorno la vittoria, un giorno la sconfitta, un giorno re, il giorno dopo servo,

io amplierò i tuoi stati d’animo i tuoi sensi, non proverai mai la noia,

io ti offro il tutto e alla fine ti donerò una morte nobile e splendente,

come corollario a una vita splendida.

Toccò subito dopo alla regina di Eastland, bellissima gli occhi color nocciola,

morbida, soave, avvolta in una veste color lavanda,

che con voce compassionevole gli disse:

“Io ti offro la pace che non hai mai trovato,

la sicurezza, l’affetto che tu vai cercando,

Il piacere sottile della serenità.”

La voce di Morgana risuonò nella sala:

“Ho ascoltato le mie sorelle,

loro hanno parlato ai tuoi sensi ora io parlo alla tua mente:

io ti dono il potere, il potere assoluto su tutto,

il potere che ti permette di salire su fino agli astri e di essere pari a loro.

Questo è il mio dono.”

Lancillotto stringendo nella mano la sua veste disse:

“Io non posso scegliere perché sono vostro prigioniero

e poi amo Ginevra che non è bella quanto voi,

Ginevra ha il volto, il corpo, l’anima, di Ginevra,

un uomo può amare Ginevra sapendo chi ama o anche odiarla vero,

ma voi no mie regine, i vostri volti non sono veri,

sono le immagini di quello che desideravate essere.

Ginevra ha un corpo che porta i segni del tempo,

delle gioie, delle sofferenze, ma anche lo splendore dell’amore.

No, io amo Ginevra, non accetto nessun dono

io sono vostro prigioniero nel corpo, ma libero nell’amare.

Enrico Garrou

John William Waterhouse

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