Visioni

Il sogno si adagiò piano nella mia mente

ed io sprofondai in una voragine di nostalgia e di stupore.

Il mio corpo si dissolse nel blu e il tempo si fermò.

Fuori nella vasta notte nascevano e morivano gli astri,

vecchie galassie, nate quando ancora non c’era il sole,

danzavano leggere mentre le loro stelle principesse creavano prodigi,

e l’ambrosia imperlava una luna allacciata in un amplesso

con un pianeta birichino che la deliziava di baci.

Ma in questo fluttuare tra corpi celesti

all’improvviso avvertii un profumo

e apparve una donna vestita con fiori della terra, del mare, del cielo,

il sogno mi trasportò in un peccato delizioso:

le presi la mano e camminai con lei sull’erba segreta

di un giardino ai confini del paradiso

immerso in favole e sospiri di usignoli e canzoni di sirene.

Mille volte i nostri corpi si specchiarono nel piacere,

mille volte i miei occhi si persero nei suoi,

fiori aprirono corolle, petali ondeggiarono nel vento.

Ci raccontammo segreti che neanche i sogni possono ascoltare

e la notte benigna stese su di noi un tappeto di stelle,

coprì lo scorrere del sogno, lasciandomi incantato

a veleggiare sulle onde della follia del nostro amore.

Enrico Garrou

Fernandez Ortega

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“Greta La pazza” ovvero la follia dell’uomo

La follia
Il secondo quadro del mio museo immaginario ha un titolo strano: ” Greta la pazza” ed è un dipinto a olio su tavola del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1561 e conservato nel Museo Mayer van den Bergh di Anversa. Anversa è una città deliziosa, come questo quadro di un pittore che adoro e che adesso andrò a raccontare. Si tratta di un’opera rappresentativa dell’arte di Bruegel, per quel che riguarda la sua visione alchemica e magica della pittura, ed evidenzia le influenze e le visionarie eredità delle opere di Hieronymus Bosch, pittore amato moltissimo da Filippo II di Spagna. E in questo quadro le influenze di questo pittore che ha saputo mettere in scena i conflitti dell’uomo rispetto alle regole imposte dalla morale religiosa, quindi la caduta nel vizio e il destino infernale, sono evidentissime. Al centro del dipinto vediamo appunto una donna, una strega armata di spada, di corazza, di guanto metallico e di un elmo che si prepara all’assalto dell’inferno, intorno a Lei solo desolazione. Sotto il braccio regge un piccolo forziere con il bottino e regge due panieri e una sacca contenente coppe, padelle, un coltello e una cinghia. Alter ego di questa mostruosa donna, il gigante che sorregge la barca sormontata dalla sfera defeca monete aiutato da un cucchiaio. Come Greta accumula tesori, così egli li disperde al popolo: in un incessante produrre e consumarsi di destini tra loro opposti. Tutto intorno a Lei scene di distruzione in una città, conseguenza della sua folle corsa, del suo diabolico passaggio; figure mostruose popolano l’intera opera, e il colore dominante è il rosso delle fiamme, che in alto a destra si accende con grande realismo mostrando ai nostri sensi il calore del fuoco, del grande e infinito incendio, quello che poi ritroveremo arrivati alla meta della corsa, l’Inferno. Armigeri che distruggono tutto, navi cariche di soldati che portano la morte. E’ la follia quella che Brughel rappresenta, la follia dell’uomo, la guerra, la distruzione; questo volere assaltare l’inferno da parte della donna è un monito per quanti insistono nel vizio al punto da perdere la ragione. Si siamo folli, più di 500 anni fa Brughel la rappresentato in questo quadro, ma niente è cambiato, solo e sempre follia. Che grande pittore!  Claudio Marcello Capriolo mi ha fatto un nuovo dono, per commentare musicalmente il quadro, ha posto sul suo meraviglioso sito: https://clamarcap.wordpress.com/ una passacaglia con la voce della compianta Montserrat Figueras, grandissima soprano di musica antica. ( Montserrat Figueras- yo soy la locura). Ascoltatelo è delizioso. Grazie Claudio, di cuore. Mi scuso ma ho ricevuto anche il titolo di un video altrettanto bello dalla cara Poetella, il suo sito è:https://poetella.wordpress.com/che propone : “Vivaldi la follia” Grazie di cuore anche a Lucia.
Enrico Garrou
Pieter Bruegel il Vecchio.

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