l’Angelo annunziante

E’ grande il piacere mio nel parlare degli angeli, nel mio sito ho pubblicato alcune poesie su queste creature luminose. Spero che la mia poesia sull’Angelo annunziante sia gradita.

L’Angelo annunziante

Quando apparve si scatenò un firmamento di arcobaleni,

astri vagavano nel blu del cielo come lacrime d’amore,

fiori umidi dal pianto dell’aurora sorrisero,

le rose narravano incanti, farfalle palpitavano sopra i fiori.

Nel suo volto scorreva il cosmo, le sue ali avevano riflessi d’oro,

i capelli erano biondi come di sposa bambina,

nella mano un giglio candido bagnato dai sogni,

il suo corpo era metamorfosi di luce,

luce di perle, che illuminava tutto.

Un soffio d’amore infinito riempì il mio cuore,

quando la parola uscì dal paradiso delle sue labbra

ed Io compresi: nelle parole artefici della luce e della visione

vidi il tuo volto, la tua bellezza che seduce la luna

e fa cantare gli astri, vidi il tuo corpo intrecciato al mio,

anime perse in un mondo di nettare e di ghirlande di viole,

avvolti dal profumo dei gelsomini.

Sprofondai nella creazione, nell’immagine del futuro,

oltre il tempo, lo spazio, nell’anima delle conchiglie,

nel lago dell’amore infinito dove convivono tutti i colori,

dove soli pieni di miele si specchiano rapiti.

La rivelazione terminò mentre in cielo danzavano comete,

l’angelo volò via dai miei occhi, lasciandomi la nostalgia di Te,

ed io sprofondai nel dolce pozzo dei sogni.

Enrico Garrou

Leonardo da Vinci

 

 

 

La caduta degli angeli ribelli

La caduta degli angeli ribelli
Ed ecco il quarto quadro per rendere sempre più accattivante il mio museo immaginario. Un quadro impegnativo un quadro di vittoria del bene sul male. Un quadro di speranza in questo mondo così deturpato dalla cattiveria dell’uomo. La Caduta degli angeli ribelli è un dipinto a olio su tavola (117×162 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1562 e conservato nel Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles. Bruegel attinse al repertorio boschiano, dimostrando di conoscerlo bene, per realizzare questo capolavoro, ma lo utilizzò per comporre un messaggio figurativo diverso, più razionale e moderno nella disposizione sulla superficie della tavola creando un inestricabile groviglio di corpi, oggetti e animali. Nella tela sono visibili gli angeli stilizzati secondo i canoni della tradizione medievale; sotto di loro si stende invece una massa confusa di mostri e rettili che invade letteralmente la scena, suscitando repulsione e ammirazione negli occhi dello spettatore.

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Nel dettaglio al centro, nella metà superiore del quadro la luce divina del paradiso, disegna un semicerchio chiarissimo, e da qui le schiere celesti si lanciano per sconfiggere il male, rappresentato dagli angeli ribelli che, precipitando verso l’inferno, si trasformano in orribili mostri. In alto a sinistra vediamo angeli che suonano la tromba: sono le trombe del Giudizio Universale che annunciano la battaglia finale.

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Al centro della scena Michele Arcangelo, con l’armatura, lo scudo crociato e la spada, si scaglia contro il drago dell’Apocalisse, il primo degli angeli ribellatasi a Dio e divenuto il suo grande avversario: Satana. San Michele è l’unico angelo che combatte con l’armatura splendente e con un mantello che lo indentifica come capo degli eserciti celesti; il suo aspetto esile rimanda alla forza che è data da Dio.

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A lato destra: anche nelle schiere infernali c’è una struttura organizzata: un essere dal corpo seminudo soffia potentemente dentro una tromba per incitare la battaglia. La mostruosità morale dei demoni si riflette in tutta la loro deformità fisica, ottenuta fondendo con estrema fantasia pezzi fuori scala di vari esseri: rettili, insetti, molluschi, anfibi, mammiferi, vegetali. Ma se per Bosch i mostri sono sempre protagonisti secondari, Bruegel li mette in risalto. Spicca al centro una figura con ali di farfalla, che copre addirittura il mostro apocalittico: forse, visto anche il suo volo in risalita, si tratta di un’allusione a come anche il peccato possa essere attraente. La distinzione tra paradiso e inferno è data dalla contrapposizione luce/ombra resa con una spettacolare gamma cromatica. Grande attenzione è riservata alla resa dei dettagli e dei vari materiali, dalle setose vesti degli angeli, alle lucide squame dei demoni

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Angeli

L’angelo visionario
Ci sono rose nel cielo, esplosione di colori,
e petali che volano: son farfalle, visioni,
cadono sulla terra, diventano fiori
gialli, rosa, rossi, blu, celesti, marroni,
prendono forma e per prodigio sono uccelli
dalle piume con le forme più strane,
allungate, arricciate, ovali, volano in cielo
si tramutano in bolle di pensieri,
salgono, si trastullano, trasportano profumi
ma un sole sognatore le fa esplodere,
libera aromi, sono parole d’amore,
sogni cesellati nell’oro che la magia
di maghi incantatori converte in gioielli,
ametiste, giade, rubini, smeraldi, cristalli e
un angelo visionario li trasforma in lucciole,
è la poesia, il gioco del prato, la musica che sale in cielo
avviluppa la luna , la rende pazza d’amore
e lei gioca con il mio e il tuo cuore.
Enrico Garrou (26/5/2015)

Osvaldo Licini

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L’angelo che sogna
Pittori, creatori di visioni, hanno tatuato l’aria
attraverso sussurri e magie fissatrici,
ecco la forma che riempie lo spazio:
Lei ha gli occhi che allevano i sogni,
I fianchi morbidi come frutta, seni che sono mele,
un incanto da affidare all’arte sottile
dei maghi della scultura, per dare volo
a questo sogno, riempirlo di mistero,
farlo diventare fremito di cose materiali.
Un prodigio il suo corpo che danza felice,
è il fremito della musica che si solleva su ali azzurre
l’azzurro dei pavoni, l’azzurro dei laghi, dell’ametista,
e scivola lungo i desideri delle orchidee e dei gelsomini.
La danza diventa poesia, storia, vegetazione,
fiori, arcobaleno, idiomi, ambra, gemme
il cielo si incanta, si colora dei colori del fuoco,
Lei è l’amore il suo bacio è piacere,
il suo riso, creatore di perle, sa far innamorare le stelle.
Enrico Garrou (21/5/2015)

Osvaldo Licini

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Angeli

Tre mie visioni sugli angeli. Il primo quadro racconta di un angelica donna incontrata in sogno, nel secondo quadro ho descritto la raffigurazione di un amore angelico, nel terzo due angeli innamorati cadono sulla terra per vivere una vita terrena.

Angelo I

Nata prima del tempo, prima dello spazio,
prima che la pioggia cadesse,
all’epoca dei sogni e dei desideri,
immersa in uno splendore simile all’arcobaleno
con piogge di farfalle sulle Tue ali impregnate d’amore,
Ti ho incontrata, non con i miei occhi:
“eri troppo avvolta dalla luce”, ma con l’intelletto:
mi guardavi attonita senza proferir parola,
tremante d’amore come le stelle,
invadendo la mia mente di pensieri abbaglianti,
gettando viole sui miei desideri.
Poiché il tuo amore tutto inghiotte, tutto perdona,
ho provato a chiederTi di portarmi nella luce del sole
ma sei volata via su una nuvola vagabonda,
sussurrando pensieri melodiosi come le note di un flauto,
profumati come il gelsomino e la rosa, lasciandomi folle d’amore.
Enrico Garrou (3/1/2015)

Sandro Botticelli
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Angelo II
Nel lago dei tuoi occhi ho cercato parole per parlarti d’amore
ma la mia voce era muta come le cose che ti circondavano.
Neanche la mia memoria ricordava del tuo passato
forse tu esistevi già prima della creazione,
forse il tuo respiro è il palpitare delle stelle.
La mia anima si specchia nella poesia della tua bellezza,
nella divina sapienza che tu mi doni
quando con le mani sfiori il mio viso o quando mi abbracci.
Sei il sogno che viene a trovarmi, in un luogo senza spazio,
senza tempo, e con le tue ali mi avvolgi, mi culli,
mi doni meraviglie d’amore che solo gli angeli conoscono
perché solo Tu conosci i miei desideri, le mie follie.
Prendimi con te, portami via in un posto lassù tra le stelle,
cullami, fammi addormentare sopra il tuo seno,
cantami una ninna nanna e accompagnami nella tua divina follia.
EnricoGarrou (3/1/2015)

Sandro Botticelli
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Angeli III

Noi angeli belli
voliamo sopra i pensieri, sopra sogni muti, sopra le notti,
nelle mani frammenti di luce, raccolti dove nascono le stelle,
per farne fiori di papaveri rossi e colorare tramonti.
Noi angeli belli cavalchiamo le comete,
che si rincorrono nella vastità del creato,
noi pronti a perderci sotto coltri
di un silenzio notturno rotto dallo sguardo
di una luna innamorata, mentre i nostri occhi
tremanti di gioia partoriscono gemme d’amore
che si conficcano nel cuore.
Fino ad un mattino imperlato di bianco
che sa di neve caduta dalla mano di un dio,
che vede ermellini giocare,
mentre noi prima della parola,
prima dello spegnere del sogno,
prima che le stelle siano scopate via,
noi scendiamo sulla terra non più divini
ma candide colombe innamorate.
Enrico Garrou (3/1/2015)

Duccio da Boninsegna
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Ad est del sole a ovest della luna

Noi fluttuavamo felici
teneramente abbracciati,
in una bolla blu
grande come il cielo.
Senza pensieri ci dondolavamo,
ci guardavamo incantati,
mentre gocce di pioggia
mescolate a lacrime di gioia,
bagnavano i nostri visi estasiati.
Laggiù ai sottili confini del sogno,
noi angeli tremanti,
usciti da una antica fiaba,
abbiamo spezzato le nostre paure
contro una stella.
L’amore ci ha preso,
grande il suo prodigio,
su costellazioni di magie,
ci ha portato;
poi la luce ci ha svegliati,
eravamo ancora abbracciati,
tra i fiori del paradiso.
Enrico Garrou  12/10/2014

 

 
Vladimir Dunjic
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