Visioni

Il sogno si adagiò piano nella mia mente

ed io sprofondai in una voragine di nostalgia e di stupore.

Il mio corpo si dissolse nel blu e il tempo si fermò.

Fuori nella vasta notte nascevano e morivano gli astri,

vecchie galassie, nate quando ancora non c’era il sole,

danzavano leggere mentre le loro stelle principesse creavano prodigi,

e l’ambrosia imperlava una luna allacciata in un amplesso

con un pianeta birichino che la deliziava di baci.

Ma in questo fluttuare tra corpi celesti

all’improvviso avvertii un profumo

e apparve una donna vestita con fiori della terra, del mare, del cielo,

il sogno mi trasportò in un peccato delizioso:

le presi la mano e camminai con lei sull’erba segreta

di un giardino ai confini del paradiso

immerso in favole e sospiri di usignoli e canzoni di sirene.

Mille volte i nostri corpi si specchiarono nel piacere,

mille volte i miei occhi si persero nei suoi,

fiori aprirono corolle, petali ondeggiarono nel vento.

Ci raccontammo segreti che neanche i sogni possono ascoltare

e la notte benigna stese su di noi un tappeto di stelle,

coprì lo scorrere del sogno, lasciandomi incantato

a veleggiare sulle onde della follia del nostro amore.

Enrico Garrou

Fernandez Ortega

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Dammi la mano

Un mare di stelle tra i nostri pensieri che si accarezzano

creano fiori per mille colibrì innamorati che danzano felici,

sono lucciole, colorano il cielo ubriache d’amore.

Ti dono i miei sogni, il canto dei grilli, il gioco delle nuvole,

le tue labbra ridono come i tuoi occhi, creano magie,

vorrei andare su in cielo e prender una stella e illuminarti tutta,

ma la luna passeggiando lassù ha rischiarato il tuo corpo,

l’argento della sua luce si è posata sulle tue labbra

che mi hanno sussurrato: “ti amo”

e viole e gelsomini sono sbocciati nel mio cuore.

Dammi la mano e danziamo, dammi la mano

e diventeremo un solo fiore mentre ci ameremo

voglio essere il prolungamento del tuo sorriso,

il colore dei tuoi occhi, non parlare gioia mia

non scoprire la nostra felicità, gli dei sono invidiosi,

voliamo in questo immenso cielo

noi siamo il blu, noi siamo la luna che canta e si innamora,

è tempo di miele, di rose con petali come labbra,

è tempo di violini che suonano melodie, le note

sono lacrime d’amore che scendono dai tuoi occhi

e io mi incanto, ti bacio le guance, hai acceso il mio cuore,

che meravigliato sa che ora sono tuo,

sei tu la mia storia d’amore.

Enrico Garrou

Kiyo Murakami

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