Biancaneve

Una fiaba antica come il tempo, alle amiche e agli amici che ho su WP. Un pensiero grande.

Io sono Biancaneve
Il mio è un mondo senza rumori senza pensieri
io dormo e nel sogno che mi avvolge c’è un cavaliere:
si china, mi bacia, vuole strapparmi da questo infinito torpore.
Sono una principessa, il mio nome è Biancaneve,
mi chiamarono così perché mia madre
un giorno nella sala del nostro castello
mentre cuciva, vide scendere la neve e
i suoi occhi si incantarono a vedere quel candore
che svolazzava felice nel nero del cielo,
ovattando i rumori, cancellando tutte le tristezze,
ogni fiocco era un pensiero d’amore per me che dovevo nascere.
Persa in quel bianco si punse un dito
e tre gocce di sangue caddero per terra
e lei si disse, la mia bimba sarà candida come la neve,
rossa come il sangue, nera come il legno delle finestre.
Venni al mondo e la mia pelle era candida come la neve
i miei capelli neri come l’ebano, le mie guance rosse come il sangue.
Ma lei morì dandomi alla luce e fui allevata
da una matrigna perversa, innamorata di se stessa,
si mormora che fosse dedita alla stregoneria,
e che interpellava uno specchio magico
per sapere se era la più bella del reame.
Ma quando crebbi lo specchio le raccontò
che sulla terra Io, Biancaneve, ero più bella di Lei.
Mi avvelenò, donandomi una mela rossa, come il peccato,
di infinita bellezza ed io la mangiai e così la mia vita si spense.
I miei amici nani mi misero in una bara di cristallo
posata sopra una collina, sopra di me il cielo
con il sole, le stelle, la luna, intorno il canto dei grilli,
degli usignoli, di notte i sogni delle civette, gli amori delle volpi.
Ma il mio sogno, quello che la mia mente ha fissato nei miei occhi spenti
ecco si sta per avverare: un principe mi sta guardando, vorrebbe baciarmi,
da ordine di portare la bara di cristallo al castello
ma si apre è una magia, o la fine di un cattivo incantesimo
lui mi bacia, i miei occhi si specchiano nel blu dei suoi occhi,
io so che l’amo perdutamente è come guardare le stelle d’estate,
mi prende tra le braccia e mi giura eterno amore.
Si, sono la principessa Biancaneve, amica dei nani, delle stagioni,
dei cervi, dei picchi, dei tassi, delle rane, dei fiori, dei campi di girasoli,
dei papaveri e dei fiordalisi, delle stelle, ho sposato il principe
e come in ogni fiaba che si rispetti io e il principe ci amiamo e viviamo felici.
Enrico Garrou
Annie Stegg
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82 pensieri su “Biancaneve

  1. Chi riesce, anche solo con la fantasia, a ritornar bambino, possiede una gran sensibilità e sa cogliere il lato positivo della vita.
    Mi hai fatto sognare.
    Bellissimo il dipinto.
    A presto. .-)

  2. Sei un po’ Peter Pan? I tuoi sogni, trasformano le fiabe in poesie e con tanto di lieto fine, come piacciono a me. Ahhh! Se il mondo fosse così! Un’eterna fiaba, io chiederei di non essere mai svegliata, non vorrei nessuna bacchetta magica, che interrompa questo dolcissimo incantesimo…Un abbraccio Enrico, Giusy

  3. Stupende immagini poetiche in una dolcissima fiaba, ricca d’antico fascino….
    Buona domenica Enry e un caro saluto,silvia

  4. Ciao Enrico, è molto bella questa poesia.
    Conoscete tutti questa cosa curiosa? Il marchio della “Apple” e’ la famosa mela morsicata. E questo perché…uno dei più grandi matematici ed uno dei padri dell’informatica, Alan Turing, aveva una passione esagerata per la favola di Biancaneve, se la leggeva e e la ripassava si dice diverse volte in una settimana, la pensava e la recitava di notte eccetera. Si suicido’ mordendo una mela avvelenata. Ecco perché Steven Jobs chiamò “Apple”, “mela”, la sua azienda di informatica, proprio in onore di Alan Turing e della sua amata Biancaneve. Ciao Enrico 🙂

    Marghian

      • L’ho sentita in televisione. Questa storia mi fa riflettere sulla stranezza della mente umana. Un genio come Turing, che vive e rivive intensamente nella sua mente la favole di Biancaneve. Quasi che debba rimanere una vena infantile, perché si manifesti la genialità. Anche Mozart, si dice, aveva conservato dei tratti infantili della sua personalità. Ciao.

  5. Ho chiuso la mia giornata (pessima) con questo dolcissima favola/poesia.
    Incantata … e un inno alla vita e l’amore … grazie Enrico ❤
    Dolce notte e un buon risveglio! Con sorriso.

  6. Bonjour l’ami ENRICO

    C’est bientôt le premier mai
    Et j’ai cherché , cherché
    Les brins de muguet

    Dans les bois d’ALSACE

    Sur les talus ,sous les branchages et je l’ai trouvé

    Je viens t’offrir en avance ce petit bouquet de muguet

    Je l’ai sentie il a une belle odeur parfumé

    Regarde ces belles petites clochettes blanches

    Chaque clochette sonne mon amitié

    Pour toi ce petit porte bonheur

    Passe une belle semaine et un bon 1 mai avec du bonheur

    BISE Bernard

  7. Curiosamente, io credevo che il mughetto fosse un pesce (??!). Davvero! Perché, nel mio dialetto, c’è un pesce che si chiama “mughèddu”. Il muggine, per l’esattezza 🙂

    • Il mughetto è un fiore bellissimo, profumatissimo. È velenosissimo in compenso. Lo citato per la bellezza del fiore multiplo e per il suo incomparabile profumo. Un abbraccio caro Marghian

  8. La poesia di una fiaba.
    La fiaba in poesia.
    E la tua poesia è tenera come la fiaba.

    Io non sono su FB, ma ti sono amica
    Un sorriso dolce dolce
    gb

  9. ☆˜”*°•☆ ☆˜”*°☆ BY NANCY
    ─▄▄─▄▄▀▀▄▀▀▄ ☆¸.•°*”˜☆˜”*°•☆
    ███████───▄▀ ☆¸ ☆˜”*°•☆
    ▀█████▀▀▄▀ ☆¸.•°*”˜☆˜”*°•☆
    ──▀█▀ ☆¸.•°*”˜☆˜”*°°•☆ CIAO AMICO

  10. Dice iL signore a chi batte aLLe porte deL suo Regno !..
    Fammi vedere Le mani Sapro io se ne Sei degno ;; L’operaio !..
    Fa vedere Le sue mani ; Dure di caLLi ; han toccato tutta La !..
    Vita terra ; Fuochi ; MetaLLi sono vuote d’ogni Richezza ; Nere !..
    Stanche ; Pesanti Dice iL * Signore * Che BeLLezza Cosi Son Le ; Mani Dei Santi !..

  11. ” Le tre regole di lavoro : 1 . Esci dalla confusione , trova semplicità . 2 . Dalla discordia , trova armonia . 3 . Nel pieno delle difficoltà risiede l’occasione favorevole ”

  12. ” Il Primo Maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca , che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo , è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento ”

  13. Primo maggio:””Perche’ la canzone popolare va ascoltata e soprattutto va cantata. Perche’, se c’è qualcosa da dire ancora..ce lo dira’. Anzi, la canzone popolare e’ dentro di noi, e qualcosa ancora..la diremo. Anzi, la canteremo. Sempre” (Marghian).
    “https://marghemar.wordpress.com/2012/04/25/per-il-25-aprile-e-per-il-primo-maggio-alzati-che-si-sta-alzando-la-canzone-popolare/
    Ciao Enrico 🙂

  14. Verissimo, Enrico. E’ il pensiero da me espresso sulla canzone popolare ad avere carattere sociale, sul tema della canzone di Fossati e del primo maggio.
    Il mio papa’, quando io ero bambino e ragazzino, ascoltava sul giradischi due “33 giri” intitolati rispettivamente “20 inni patriottici e 20 canti della montagna”, che contenevano “La montanara”, “Monte Grappa”, “Il testamento del capitano” (che parla di un capitano degli alpini che sta morendo, e che chiama se’ i suoi alpini per salutarli), eccetera. Li avevo imparati tutti! A furia di sentirli…. Buona serata 🙂

    Marghian

      • Ci avrei giurato Enrico. Mi commuoveva “il testamento del capitano”: “o con le scarpe o senza scarpe, i miei alpini li voglio qua’..”, “io comando che il mio corpo in cinque pezzi sia da tagliar”…”il quarto pezzo alla mia bella, che si ricordi del suo primo amor..il quinto pezzo alle montagne, che lo fioriscano…”. Ciao 🙂

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