Fiaba

Tu così bella da far arrossire le stelle
Tu candida come i pensieri degli arcobaleni,
giochi nel blu che solo i desideri sanno creare,
crei la memoria dei sogni, sono bolle piene di luce
che cadono in quel latte pieno di stelle
in un nulla gioioso d’amore che sa di viole, di sole, di mare.
Come in una fiaba ti aspetto, so che un giorno ci incontreremo,
nel cielo apparirà la inimmaginabile bellezza del tuo sguardo,
aspetto i regali che mi farai, le gioie che mi donerai
non so se son baci o stelle o comete,
chissà con cosa colorerai i miei pensieri
forse coi colori degli iris o delle orchidee.
Il tempo si fermerà e nasceranno le idee
e le farfalle formeranno il nostro mondo
lo riempiranno di coralli, di pesci, di tartarughe,
di alberi che parlano attraverso suoni e magie,
tu incantatrice prenderai la mia anima,
la farai volare nel tuo pensiero pieno di prodigi
di suoni di sogno, di colori che hanno dipinto il cielo,
In un campo di papaveri la coccolerai con sussurri,
misteriosi sussurri, battaglie di fiori, tenerezze,
parole che sembra di toccarle, son perle di ricchi baci.
Enrico Garrou (25/1/2016)
Oleg Dou
oleg dou

Ninna nanna

Dormi, mia dolce, fuori il mare è di un blu profondo
danza con la musica creata dall’onda,
il cielo lo vuole toccare e si colora di nero
e la notte arriva, tutto è un sussurro, un sospiro.
Le stelle disegnano ricami nel cielo,
lo colorano coi sogni di gigli e di viole,
solo le meraviglie hanno aperti i petali
per vedere cose che non conosciamo.
Dormi mia dolce, fatti cullare, accarezzare dal suono
del mare, la nel buio nuotano balene che cantano felici,
la luna brilla nei tuoi pensieri, dormi e vedrai
le streghe che le danzano attorno e spargono desideri
che diventano caprifogli capaci di scacciare le ombre
che ti possono spaventare.
Dormi, mia dolce, altrimenti non posso venirti a trovare,
ho le mani piene di miele e comete per rendere
felice la tua pelle, dormi che nel sogno ci sono le fate
che raccontano storie e gnomi che fanno sorridere,
nascere visioni, e donano ai nostri baci
il sapore della frutta, che nasce su alberi che sanno sognare.
Dormi mia dolce se no il gufo mi porta via
e non posso sentire sulla mia pelle
la dolcezza tenera dei tuoi capelli,
accarezzare Il tuo corpo vestito di luce
che emana un profumo di sole, di rose,
inoltre fuori dal tuo sogno non voglio stare.
Non più ombre e maghi cattivi a spiare il tuo sognare
ma solo ginestre e clematidi a custodire la mia voce
che ti sussurra parole d’amore.
Enrico Garrou (14/1/2016)
Jose De la Barra
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Un nuovo dono dell’amico Claudio Marcello Capriolo (https://clamarcap.wordpress.com/) che mi scrive: Rest, sweet nymphs di Francis Pilkington (1565-1638) è una delle più commoventi ninne-nanne che io conosca. Valeria Mignaco, soprano; Alfonso Marin, liuto.

“Riposate ninfe dolci,lasciate che il sonno…….meravigliosa” grazie Claudio!

Lo specchio

Sono andato al mercato delle magie lassù su nuvole incantate,
in una piazza lastricata con pietre che ridono
con intorno alberi smeraldo con foglie blu che ballano nel cielo,
sui rami usignoli che sanno mordere il tuo cuore
e roseti con languide rose, lussuriose peonie, e iris leggiadri come labbra.
Sui banchi avori caldi e delicati come ventri di donna,
stoffe con le trasparenze della luna e pezzi di cielo
da appendere nei pensieri di chi ha perso le perle della passione,
piume per cancellare la tristezza nelle fanciulle, e mille altre magie:
dai venditori di gocce di miele celeste per chi ama
ai creatori di arcobaleni per divertire i cuori dei bambini.
Giullari con bocche che ridono sempre ma che non puoi baciare,
scultori che scolpiscono suoni che diventano rugiada,
e i musici che, attraverso il suono, creano visioni.
Si, la vita in quel mercato e labbra e occhi e baci, e fiamme d’amore.
Sono andato al mercato delle magie lassù su nuvole incantate
e su un banco in mezzo a ricami di poesie, pietre preziose
palpitanti di vita e fiori fatti con i sogni, conchiglie che raccontano
il chiacchierio delle stelle, rane scolpite nella giada,
fili d’oro tessuti da ragni innamorati, in mezzo a mille cose
c’era uno specchio e riflesso ho visto, per la prima volta, il tuo viso.
Enrico Garrou (3/1/2016)
Desiree Dolron
desiree dolron