25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Per ricordare ogni giorno la tragedia di donne violentate picchiate, umiliate distrutte psicologicamente, un mio abbraccio a tutte loro, accompagnato dal mio silenzio e da questo quadro di speranza di Folon con un augurio che un giorno la donna possa volare libera senza più torture, violenze, stupri, botte, soprusi.

Enrico
Folon

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50 pensieri su “25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

  1. Mi ritengo una donna molto fortunata. Anzi, direi, un essero umano straordinariamente fortunato perché sono sempre stata amata e rispettata come persona e laddove non è successo, ho saputo difendermi. Ciò non toglie che apprezzo molto e ti ringrazio per la sensibilità che sempre ti contraddistingue caro enrico. Un abbraccio forte ☺

    • Grazie cara Manu, é un dovere ricordare e stimolare il mondo a promuovere atti contro questa violenza dilagante. Una volta tutto passava sotto silenzio, specie tra le mura domestiche. Un abbraccio grande, sei un tesoro

  2. Io personalmente sono contro queste “giornate”. Mi sembrano del tutto inutili, tantopiù che non viene fatto mai nulla di significativo per cercare di risolvere (il verbo non è scelto a caso) il problema.
    Si facesse un “decennio contro l’ignoranza”, fatto bene. Si risolverebbero un sacco di problemi.
    🙂

    • Caro amico, penso invece che il parlarne serva per sensibilizzare l’opinione pubblica a prendere coscienza del fenomeno e quindi fare pressioni sui governanti per fare quanto tu chiedi. Infatti è anche una questione culturale e passa attraverso l’educazione scolastica. Però il problema della violenza sulle donne tra le mura domestiche è venuto fuori solo ultimamente, quando si è incominciato a parlarne. Prima veniva messo tutto a tacere. Un caro saluto e grazie per il tuo pensiero

      • Non credo che sia venuto fuori ultimamente. Ritengo che solo ultimamente si sia imposta una certa “corrente” che giudica (giustamente) come ingiusta la violenza sulle donne.
        Questa corrente però, è molto debole perchè nella nostra società, storicamente, il ruolo della donna è sempre stato debole e la sua turela assai limitata. Abbiamo moltissimi esempi di “omicidio d’onore” che ribadiscono in modo barbaro che la posizione della donna è secondaria in certi ambienti degradati o arretrati.

        L’educazione scolastica è fondamentale come giustamente fai presente ma in un periodo di oscurantismo come questo la cultura è un lusso che vale molto meno di un cellulare. Un dramma sociale.
        Emanuele

      • Caro Emanuele, sono d’accordo con te che stiamo attraversando un periodo di pieno oscurantismo dove vanno sgretolandosi i valori culturali che avevamo saputo raggiungere. Dammi però la speranza che la parte sana della società sappia reagire e dedicare alla cultura quanto gli spetta. Altrimenti mi crolla tutto intorno. Un caro saluto

      • Le famiglie “moderne” al massimo possono spiegare ai figli come si usa un cellulare. La gran parte dei giovani genitori non hanno la capacità di insegnare nulla ai figli. Ci stiamo imbarbarendo e i ragazzi invece che essere educati sono lasciati a loro stessi perchè i genitori, precari, non hanno tempo per stare in casa (e quando ci stanno sono sfiniti).

        Emanuele

      • Caro Emanuele, penso che sull’educazione dei figli tu abbia molte ragioni, e penso anche che stiamo diventando bizantini anche nell’educazione familiare. Ciò non toglie che la violenza sulle donne vada perseguita con tutti i mezzi, per questo mi sono permesso di postare questo scritto. Un abbraccio

      • E’ così cara, altrimenti, se non sappiamo reagire e non combattiamo perchè la cultura si diffonda sempre di più nel tessuto sociale, lasciamo lo spazio alla barbarie. Un caro saluto

    • Sai, hai perfettamente ragione, però la sensibilizzazione dell’opinione pubblica è importante perchè serve a far affiorare qualcosa di terribile che prima veniva tenuto nascosto. Un abbraccio

    • Grazie cara Soizic, è vero è un problema enorme che richiede l’intervento di tutti per risolverlo. E un problema anche di cultura quindi di educazione scolastica. Credo però che non si riuscirà mai a risolverlo completamente. Un caro saluto

  3. Peccato che sia solo una delle tante “giornate”… che lasciano il tempo che trovano visto che poi non si fa mai davvero niente per cambiare le cose, e per “camiare le cose” intendo cambiare il tipo di cultura.
    Se non insegnamo il rispetto per l’altro (donna, uomo, vecchio, giovane, nero, giallo o a pois che sia… per non parlare delle fedi) in quanto tale non cambierà mai nulla!
    Ma questo sarebbe chiedere troppo, nevvero?
    E infatti “il mondo” si mette a posto la coscienza con la giornata di questo o di quello e… problema risolto.
    E io sono una persona fortunata, una di quelle che con la violenza non ha mai dovuto averci a che fare, non riesco neppure a immaginare cosa possa pensare chi invece ha dovuto, e deve, affrontarla.

    • Hai perfettamente ragione, è un cambio culturale quello che si chiede, deve essere portato avanti nel tempo con l’insegnamento per il rispetto dell’altro, come fai notare. Questo deve avvenire tutti i giorni, sia in ambito familiare che scolastico. Siamo in un periodo di grande decadenza ma non posso che sperare che si possa portare avanti nella società una visione culturale di tolleranza di amore. Altrimenti mi crolla il mondo addosso. Sarà un percorso lunghissimo, di anni, ma speriamo che le generazioni fututre possano capire il messaggio trasmesso. Un caro saluto e grazie

  4. Appartengo alla categoria delle donne fortunate in famiglia, ma, quando ero poco più di una bambina ho conosciuto una giovane sposa, minuta, col viso dolcissimo, sembrava un uccellino, che aveva il volto spesso deturpato dai lividi (le botte del marito) che cercava di nascondere con trucco pesante e ciocche dei suoi capelli biondi, trascinate a coprire le guance. Mia madre raccoglieva le sue confidenze, io ascoltavo e guardavo i begli occhi grandi della donna riempirsi di lacrime. Non ho mai dimenticato… come non ho dimenticato mio padre, un uomo giusto e generoso, che fece il possibile per aiutarla.
    Condivido volentieri

    • Cara Silvia, grazie di cuore sia per la testimonianza drammatica che hai riportato, che purtroppo quotidianamente succede, sia per aver condiviso il post. Condivido con Te il pensiero che è intollerabile la sofferenza che ogni giorno molte donne devono patire. Ti ringrazio di cuore per avere parlato di tuo padre, uomo giusto e generoso, perchè per fortuna tantissimi uomini sono come Lui. Un abbraccio grande e grazie.

    • Grazie cara, siete la gioia, l’allegria e la bellezza del mondo. Ho incontrato nella mia vita sempre donne eccezionali sotto tutti i punti di vista. Non posso dimenticare la sofferenza che ogni giorno molte donne patiscono. Un caro abbraccio

  5. Bonjour mon ami(e)ENRICO
    Une petite voiture roule vers toi
    Pour t’apporter une grosse valise
    De tendresse et d’amitié
    Afin que tu puisses passer
    Une agréable journée dans la joie

    Et une très belle fin de semaine
    Une cascade de bisous

    Bernard

  6. Apprezzo al 100% quanto hai scritto.
    Considero anche con piacere il quadro di Folon, e mi hai fatto ricordare il francobollo italiano disegnato da Folon… che cercherò
    Buon pomeriggio.
    Quarc

    P.S.: Hai una sezione FILATELIA… vuoto.

  7. Devo mettere gli articoli che ho scritto per varie riviste filateliche, solo che non ho lo scanner,
    sono pigro. Sai che ho scritto due volumi sulle basi derivanti sovietiche e su quelle americane lavorando sulla corrispondenza. e articoli sull’artico oltre che sulle buste disinfettate. sono stato un grande appassionato. Ho perso un po’ di passione. Un abbraccio caro amico

  8. Confesso che anch’io come Emanuele non amo molto le cosiddette “giornate” che
    durano, appunto, purtroppo, solo per il giorno in cui se ne parla.Bisognerebbe ricordare sempre, parlarne sempre, insegnare il rispetto, l’amore…ma com’è possibile in un mondo come questo?Lo trovo molto difficile…
    Mi piace che questo argomento sia stato trattato da un uomo, dimostra la tua grande sensibilità, caro Enrico.E trovo bellissimo il dipinto.

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