“Greta La pazza” ovvero la follia dell’uomo

La follia
Il secondo quadro del mio museo immaginario ha un titolo strano: ” Greta la pazza” ed è un dipinto a olio su tavola del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1561 e conservato nel Museo Mayer van den Bergh di Anversa. Anversa è una città deliziosa, come questo quadro di un pittore che adoro e che adesso andrò a raccontare. Si tratta di un’opera rappresentativa dell’arte di Bruegel, per quel che riguarda la sua visione alchemica e magica della pittura, ed evidenzia le influenze e le visionarie eredità delle opere di Hieronymus Bosch, pittore amato moltissimo da Filippo II di Spagna. E in questo quadro le influenze di questo pittore che ha saputo mettere in scena i conflitti dell’uomo rispetto alle regole imposte dalla morale religiosa, quindi la caduta nel vizio e il destino infernale, sono evidentissime. Al centro del dipinto vediamo appunto una donna, una strega armata di spada, di corazza, di guanto metallico e di un elmo che si prepara all’assalto dell’inferno, intorno a Lei solo desolazione. Sotto il braccio regge un piccolo forziere con il bottino e regge due panieri e una sacca contenente coppe, padelle, un coltello e una cinghia. Alter ego di questa mostruosa donna, il gigante che sorregge la barca sormontata dalla sfera defeca monete aiutato da un cucchiaio. Come Greta accumula tesori, così egli li disperde al popolo: in un incessante produrre e consumarsi di destini tra loro opposti. Tutto intorno a Lei scene di distruzione in una città, conseguenza della sua folle corsa, del suo diabolico passaggio; figure mostruose popolano l’intera opera, e il colore dominante è il rosso delle fiamme, che in alto a destra si accende con grande realismo mostrando ai nostri sensi il calore del fuoco, del grande e infinito incendio, quello che poi ritroveremo arrivati alla meta della corsa, l’Inferno. Armigeri che distruggono tutto, navi cariche di soldati che portano la morte. E’ la follia quella che Brughel rappresenta, la follia dell’uomo, la guerra, la distruzione; questo volere assaltare l’inferno da parte della donna è un monito per quanti insistono nel vizio al punto da perdere la ragione. Si siamo folli, più di 500 anni fa Brughel la rappresentato in questo quadro, ma niente è cambiato, solo e sempre follia. Che grande pittore!  Claudio Marcello Capriolo mi ha fatto un nuovo dono, per commentare musicalmente il quadro, ha posto sul suo meraviglioso sito: https://clamarcap.wordpress.com/ una passacaglia con la voce della compianta Montserrat Figueras, grandissima soprano di musica antica. ( Montserrat Figueras- yo soy la locura). Ascoltatelo è delizioso. Grazie Claudio, di cuore. Mi scuso ma ho ricevuto anche il titolo di un video altrettanto bello dalla cara Poetella, il suo sito è:https://poetella.wordpress.com/che propone : “Vivaldi la follia” Grazie di cuore anche a Lucia.
Enrico Garrou
Pieter Bruegel il Vecchio.

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104 pensieri su ““Greta La pazza” ovvero la follia dell’uomo

  1. “We are crazy, more than 500 years ago the Brughel represented in this picture, but nothing has changed, only and always madness. What a great painter! Of course I’d like the friend Claudio Marcello Capriolo show me a piece of music to accompany this framework.”
    Enrico Garrou

    Yes, I agree with you, He was a great painter, nothing changed, madness of human world… So impressive, makes to think deeply. Thank you, also Thanks for music too, he is amazing voice. Love, nia

    • Grazie Marisa, sono felice che ti sia piaciuto il post. E’ un quadro di grande bellezza, ma drammatico. Pensa che è in un museo piccolissimo , ma pieno di capolavori. Da perdere la testa. Un caro saluto Marisa

  2. Diciamo che il quadro mi mette i brividi, proprio perchè mostra la follia dell’uomo e tutte le sue sfumature…Diciamo che sapere che questo grande artista l’abbia fissata su una tela più di 500 anni fa mi mette yristezza, perchè dimostra che nulla è cambiato, che la storia non ha insegnato…non è forse follia l’era che stiamomattraversando? Questa umanità che sembra disgregarsi ed essere allo sbando? Il fuoco poi, proprio ieri ho lasciato un mio pensiero: il fuoco purificatore.
    Grazie, il tuo museo è interessante, svolto il corridoio, vediamo che altra meraviglia trovo.

    • Carissima Fulvialuna, é un quadro teribile lo riconosco, ma raffigura la follia in modo perfetto, bisogna vederlo dal vivo è assolutamente affascinante. Niente cambia su questa terra, purtroppo, hai perfettamentew ragione. Devo leggere il tuo post sul fuoco purificatore, sono indietro da morire con le mail. Ho avuto da fare altre cose e ho tralasciato WP. E’ così.Sei un tesoro, credo che posterò un qauadro dolcissimo e pieno d’amore. Un abbraccio dolcissima amica

  3. la pittura di Brughel come quella di Hyeronimus Bosch mi hanno sempre inquietata, questo dimostra che pur passando i secoli la verità che risale dall’animo umano e traspare in questi dipinti, non è cambiata e che l’uomo porta in se la follia e i suoi demoni fino dalla genesi.I toni cupi di questo capolavoro l’accentuano ancora di più.Bello il tuo approfondimento
    felice notte

    • Ciao Pat, é vero è un quadro che descrive in modo spaventoso la follia dell’uomo. E’ terrificante pensare che in cinquecento anni poco sia cambiato. Purtroppo è così, grazie e un caro abbraccio

  4. Mi sono presa del tempo per osservare bene questo tuo post. Bravo Enrico, sei veramente un grande intenditore, io non conoscevo questo artista, un accrescimento in più, scrivere su un blog dovrebbe servire a questo: accrescere la conoscenza. Certo, non e’ il mio genere, nel mio ultimo post ho descritto la Pietà di Michelangelo! Questo quadro mi fa paura, sembrano scene tratte dall’Inferno di Dante…ma l’arte è arte ed ognuno deve trovare la sua strada per esprimersi. Grazie Enrico, ora conosco una cosa in più. Buona serata,Giusy

    • Giusy cara, hai ragione è un quadro dalle scene forti, ma la distruzione, la guerra, la follia sono state mirabilmente raffigurate. Sono felice del tuo pensiero perchè sai che ti seguo e ti ammiro tantissimo per il tuo modo completo ed esaustivo di raccontare l’arte. Devo ancora leggere il tuo articolo sulla Pietà di Michelangelo, perchè non ho potuto in questi giorni occuparmi di WP ma sarà sicuramente bellissimo. Sei gentile e bravissima un caro saluto

  5. Bruegel genio assoluto, in anticipo di 400 anni sui tempi. Gli sprazzi di follia di cui parli richiamano in qualche modo la Guernica di Picasso. Ho avuto la fortuna di vedere il quadro di persona… Che emozione.

  6. Condivido con te la passione per l’arte di Pieter Bruegel il Vecchio (e per quella di Hieronymus Bosch). Anche a me, come a poetella, questo dipinto ha suggerito un’idea musicale: sarà l’oggetto del prossimo post sul mio blog 😉
    Un caro saluto.

  7. il nostro inconscio….
    La musica che ha scelto Claudio è bellissima…l’artista che non conoscevo ha una voce straordinaria…ma anche il brano scelto da poetella non è per niente male 🙂
    Ciao Enrico, grazie

  8. Sei riuscito a entrare profondamente in questo quadro e a darne una tua “spiegazione” molto vera.
    Grande è il tuo “museo immaginario”, sì.
    Grazie, Enrico, per questo tuo post che va oltre…
    Ti sorrido.
    gb

  9. Un’opera pittorica molto originale e creativa e che ben rende l’idea della follia umana,
    che intende rappresentare. Le immagini sono suggestive, nel loro marcato approccio di colore,
    che ne accentua ancor più il grado di intensa espressività.
    Sempre bello leggerti, Enrico, buona serata e un saluto,silvia

  10. Bellissimo Il dipinto, che hai commentato molto bene Anch’io amo Bosch e Bruegel il Vecchio. A proposito Di Bruegel il vecchio, ti segnalo un film molto bello (I colori della passione), uscito qualche anno fa, del regista Lech Majewski, che ho commentato, modestamente, a questo link:
    https://laulilla.wordpress.com/2012/04/15/fermare-il-tempo-i-colori-della-passione/ .
    Ti segnalo inoltre che, se non hai visto il film, forse lo potresti ancora trovare nel DVD. Ciao Enrico, e grazie per questo bel post

    • Laullia, letto il tuo post cercherò il dvd o meglio lo scarico dal web. Quest’anno sono stato nelle Fiandre e ti confesso che ho trovato città incantevoli e musei con i dipinti deliziosi dei pittori fiamminghi. Amavo già Bosch e Bruegel, avevo visto, del primo, sue opere al Prado e a Vienna, e di Bruegel quella meraviglia di museo che è il Kunsthistorisches Museum di Vienna, ma ho ampliato le mie conoscenze, tra cui questo dipinto, visto ad Anversa. Sono fantastici, però il prossimo dipinto prometto parlerà d’amore. Un caro abbraccio

    • Auradiluna, bello vero questo quadro. Incanta per i colori cupi per la descrizione cruda della follia, dei personaggi grotteschi, per gli armigeri, per il fuoco. La tragedia della follia dell’uomo è raccontata in tutta la sua drammaticità. Un abbraccio grande

    • Grazie cara, è una idea che ho copiato dalla Mazzucco. Lei ha scritto:” il museo del mondo”. scrivo anche io l’elenco dei quadri che più mi sono piaciuti e che porto nel cuore.
      Prometto però di inserire nel post che farò un quadro più sereno che parli d’amore. Un abbraccio Isabella.

      • Pensavo invece ti avesse ispirato Daverio che ha pubblicato “Il museo immaginato”. Qualunque quadro pensi di metterci sarà bello anche se non parla di amore o sia più sereno: l’arte ha la splendida opportunità di aprire nuovi mondi per farci capire meglio com’è fatta la natura umana e porci interrogativi che ci mettano in moto verso stimolanti cambiamenti. Un abbraccio e buon fine settimana!

  11. – bello chiamare un museo Greta la pazza!
    ehhh come erano folli e completamente pericolosi-pazzi nel 1500 visto le cose che riuscivano a rappresentare nei quadri e sculture… dio sì, quelli sì che erano “persone” matte e visionarie! questi quadri mi hanno fatto “sognare” –

    • Cara Marianna, non il museo solo il quadro si chiama così, Il museo è : Mayer van den Bergh.. Non credere i pazzi esistono ancora ai giorni nostri ma la raffinatezza dell’immagine, l’invenzione delle figure, dei mostri quello si, come giustamente fai notare, era una caratteristica di quel tempo. Veramente sono quadri che fanno sognare e pensare. Un abbraccio grande Marianna

  12. “quindi la caduta nel vizio e il destino infernale, sono evidentissime. Al centro del dipinto vediamo appunto una donna, una strega armata di spada, di corazza, di guanto metallico e di un elmo che si prepara all’assalto dell’inferno, intorno a Lei solo desolazione. “. Il quadro trasmette proprio questo. Ma e’ difficile da capire, come e’ difficile da capire la mente dell’uomo, specialmente nella dimensione della sua follia. Ciao Enrico 🙂

    Marghian

    • “..sembra di vedere scene dell’inferno dantesco..”. Domenica Luise, Dante non ha affatto esagerato, ha soltanto copiato dalla vita, in certi suoi aspetti. Come non ha esagerato Dario Argento, se pensiamo ai delitti, donne violentate e uccise. Il mondo e’..un inferno dantesco. Purtroppo la realta’ supera la fantasia, anche quella del sommo poeta. Ciao.

      Marghian

    • Cara Domenica Luise, noi che siamo capaci di creare cose e suoni di sogno (Asturias), siamo capaci di distruggere, di uccidere, di violentare questa terra, così dolce così bella. Una specie, l’Homo sapiens, che uccide i suoi simili, che compie brutalità, violenze, che porta la morte. Che strano, vero? Certe volte non capisco perchè siamo così, e non capisco il concetto del bene e del male riferito alla dualità che convive in noi. Il quadro rappresenta questa follia, ecco perchè l’ho scelto. La follia spega molte cose sulla natura dell’uomo. Un abbraccio grande

  13. Bonjour ou Bonsoir

    Une petite HALTE par chez toi

    Coucou bon lundi

    MON AMI ENRICO

    Pour Moi
    Le temps est le meilleur bâtisseur de l’amitié
    Il est aussi son témoin et sa conscience
    Les chemins se séparent, puis se croisent
    mais une amitié sincère peut être éternelle
    je te souhaite une très belle et bonne journée
    Que mon petit passage te soit profitable dans tous les domaines

    AMITIE plein de douceurs amicales

    Bernard

  14. affascinante la lettura che fai (e trasmetti) di questo dipinto. Non lo conoscevo e da semi-analfabeta di pittura come sono lo avrei attribuito a Bosch per la ricchezza di dettagli e per l’atmosfera onirica e…folle!
    un saluto,
    ml

  15. Massimo è quello che ho pensato anche io appena l’ho visto. Ho pensato a Bosch e infatti
    Bruegel è stato molto influenzato, specie in questo quadro. Le figure grottesche sono uscite dalla pittura di Bosch. Un caro abbraccio

  16. Incredibile come la natura sa stupire , allo sfiorire dei fiori estivi , ne nascono di nuovi , sono le foglie d’autunno !..
    Oº ♒°Oº◓°Oº ♒°Oº◓°Oº ♒°Oº◓Oº ♒°Oº◓°Oº

  17. Finalmente! E’ da anni che mi frulla in testa l’immagine che ho visto una volta come copertina di un libro di antologia italiana, ma non riuscivo a trovare il nome dell’autore; eccolo qui, Hieronymus Bosch. Ricordo che mi ha colpito la sua maniera grottesca di rappresentare i vizi e le dannazioni e con questo dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio (che come hai detto tu si ispira proprio all’altro artista) ho infine ritrovato l’autore!
    Anche questo quadro è molto interessante e ci si perde facilmente nei dettagli, ognuno dei quali non è posto a caso ma racconta qualcosa.
    Leggo che è il “secondo quadro del tuo museo immaginario”, corro a cercare il primo!

    P.s.: ottima scelta con la Follia di Corelli, mi piace molto come opera e si abbina al contesto per ovvie ragioni; l’altro brano mi è nuovo, ma non sono in grado di esprimere un parere senza ascoltare altro della cantante.

  18. Bellissimo post e ancora più interessante la tua interpretazione. Io non mi intendo di arte, quindi evito di lanciarmi in sfondoni colossali, ma ti dico che scritta da te, risulta comprensibile e non noiosa e in più trasporta i pensieri. Mi è piaciuto davvero tanto!

      • Sono un po’ meno dolci le more del gelso bianco.
        Io mi rifugiavo da bambina tra i rami di un gelso bianco.
        gb 🙂
        Il quadro è incredibile. Io non ho parole di fronte a così grande Arte.

      • Mi piace con_dividere ciò che mi dà emozione come la musica di Corelli, Enrico.
        Grazie a te.
        Un sorriso dolce
        gb
        Era bellissimo nascondermi nei rami del mio gelso bianco e immaginare mille avventure, nuova Cosimo Piovasco di Rondò.

      • Gelsobianco, adoro Corelli, si ti vedo sul gelso mentre sogni. Si adoro Corelli.
        Un sogno grande stanotte, in cielo la stella polare ti guarda con l’orsa maggiore e io volo come un innamorato di Chagall in cielo. La donna che amo è lassù

      • Sono un essere molto umano, Enrico.
        Ti ho detto il perché del mio nick gelsobianco.
        E tu non hai visto quella bimba arrampicata sul suo gelso bianco che immagina e immagina mille avventure?
        E già da bimba amavo l’ emozione grande che l’arte mi procurava.
        A presto!
        🙂
        gb

      • E’ bello far sognare e far sognare, Enrico, sì.
        Un sorriso bello bello per te che voli in cielo come un innamorato di Chagall
        gb

      • E’ bello sognare e far sognare, Enrico.
        Ti sorrido ancora
        gb
        Amo moltissimo “Il barone rampante” e Calvino.

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