Danae

Imprigionata in una torre di pietra,
la sessualità negata così come il pensiero,
c’era solo il canto degli usignoli a raccontarmi fiabe,
quando, in un caleidoscopio di colori,
vidi oro scendere dal cielo: era un raggio di sole,
una ragnatela di sottili fili dorati, delicati fiori.
Una pioggia di gocciole d’oro scivolava
sulla mia pelle, sul mio sesso,
un gioco di fantasie, un paradiso di passione,
note celesti si rincorrevano nella mia mente,
una voce sussurrava il mio nome
solo un dio poteva farmi toccare le stelle.
Inarcai il mio corpo nudo,
ero l’ape piena di sogni, la viola, la follia
e latte e miele cadevano nel pozzo dei miei desideri,
poi l’estasi esplose, palpitante come un gioco
anteriore alla musica, alle parole.
Uscii dal sogno, tremante come i fiori nei campi
quando passa un vento leggero,
felice, nel mio corpo viveva il dono del Dio.
Enrico Garrou (1/5/2015)

Danae, figlia di re Acrisio di Argo e di Euridice, era la madre di Perseo che ebbe da Zeus. La leggenda racconta che il re Acrisio contrariato dalla mancanza di un erede maschio, si rivolse all’oracolo per chiedere se le cose sarebbero cambiate. L’oracolo gli predisse che avrebbe avuto un erede da sua figlia ma che da lui sarebbe stato ucciso. Per questo il re fece imprigionare la figlia in una torre, ma Zeus andò da lei in forma di pioggia d’oro e la ingravidò. Poco dopo nacque suo figlio Perseo. Infelice, ma deciso a non provocare l’ira degli dei uccidendo la sua discendenza, Acrisio abbandonò i due in mare e dopo una serie di peripezie madre e figlio raggiunsero l’isola di Serifo, dove trovarono ospitalità e li Perseo fu allevato. Purtroppo la profezia si avverò perché accidentalmente Perseo uccise il nonno in una gara di giavellotto a Larissa dove si svolgevano giochi atletici. Ho raccontato in questa poesia il momento in cui Giove, sotto forma di una pioggia d’oro ingravidò Danae.

Gustav Klimt

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48 pensieri su “Danae

    • Klimt è veramente geniale nel fissare sulla tela il momento d’amore di Danae con Giove. Ti confesso che il suo quadro mi ha aiutato molto nello scrivere questa poesia. Un caro saluto

  1. molto belli questi versi.
    E come sento di comprenderli, di comprendere la felicità di Danae.
    Io che so cosa vuol dire essere amata da un Dio. E conservare con me i doni che m’ha lasciato… nel lasciarmi…

    • Ciao cara amica. So che ami la mitologia e questa storia è veramente incredibile, con un dio che non approfitta, per una volta, subdolamente di una donna ma le dona amore per permettere che il disegno del fato si realizzi. Ti leggo sempre e so quanto è grande la tua capacità d’amare e perdonare, per questo amore capisci la felicità di Danae e il dono di Giove: Perseo. Un dono infinito. Un abbraccio grande e un pensiero.

    • Grazie di cuore. Ho voluto raccontare l’amore tra un dio e una fanciulla imprigionata dal padre in una torre. E questa pioggia d’oro mi ha affascinato, la luce, l’amore, la vita che ritorna e illumina la tristezza e la solitudine. Giove è impagabile. Un caro saluto e ancora un abbraccio.

    • Cara Irene, sei gentile e dolce, le tue parole mi rallegrano. La mitologia è affascinante con i suoi miti, con le sue tragedie, con questi dei che si mescolano con gli uomini e ne combinano di tutti i colori. Questa volte Giove interviene per far rispettare il destino che l’oracolo aveva predetto al re Acrisio, e questa pioggia d’oro è una idea geniale che solo un dio poteva inventare. Un caro abbraccio e ancora grazie.

    • Kalosf, questa storia meritava una poesia. Lei chiusa in una torre, senza più poter avere contatti con il mondo, che viene salvata da Giove, un dio che per una volta non approfitta delle sue doti divine per carpire l’amore di una fanciulla. Così è la vita. Un caro abbraccio, magico signore che sai fissare sulla carta le immagini della vita che scorre.

    • Bruce, il grande Manara! E’ grandissimo, ma non riesco a fare un post perchè non puoi scaricare le sue opere da internet. Comunque questo Giove ne sapeva una più del diavolo. Un abbraccio.

    • Grazie cara, il quadro di Klimt è talmente bello che da solo descrive tutto su questa antica fiaba mitologica. Ho fatto da spettatore nel momento fatale dell’incontro tra Danae e Giove, descrivendo le emozioni provate mentre ricordavo questa storia, con gli occhi persi nel quadro. Certe immagini mi stupiscono per la grandezza di chi ha saputo crearle. Un abbraccio

    • Marta ciao, si concordo questa è una fiaba con lei chiusa nella torre, senza più speranze, ma l’arrivo del dio la salva dall’oblio. Il mito che poi nella storia è diventato realtà, solo che non c’era Giove a salvare chi era imprigionato. Una storia affascinante, che ti riempie di stupore per la genialità del dio, che attraverso un atto d’amore, la riesce a liberare. Un carissimo saluto e un bacio Marta.

    • Aida, ma che commento bellissimo il tuo. Ti ringrazio veramente di cuore. Cerco di dare voce
      alle emozioni e allo stupore che provo, sia con la lettura sia con lo sguardo ammirato su quei quadri che sanno farmi sognare. Un caro saluto

      • Klimt ha fatto delle opere impressionanti. Quei giochi di colori con sulla parte principale delle figure che sembrano fotografie… Poi credo che tu, nelle tue parole, ti ispiri molto a Neruda…

      • Cara Aida, è vero Klimt ha dipinto capolavori assoluti, per quanto riguarda la poesia amo molto Neruda e in particolare la poesia sudamericana, ma il poeta che preferisco in assoluto è Asturias. Oltre a loro adoro due poeti: Garcia Lorca e Rafael Alberti. Naturalmente mi faccio influenzare e traggo spunto da tutti i poeti in quanto ognuno mi trasmette emozioni. Grazie e un caro abbraccio.

  2. Enrico,
    Inizio la giornata domenicale, leggendo la tua poesia e bevendo una calda tazza di caffe’. Direi che la settimana inizi veramente bene!
    Grazie infinite per il tuo dono di questo bellissimo post oggi (e di aver incluso il mio artista preferito, il mitico Klimt!)
    Salutoni e abbracci da NYC,
    *Lia

    • E’ una visione così dolce dell’amore che non potevo non raccontarla. Quando tutto sembra finito ecco che un dio ti permette di risorgere, come nelle fiabe, come (qualche volta) nella vita. Grazie Fulvialuna per le tue parole, ti tengo nel cuore.

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