Notte

Notte profumata, notte piena di sospiri,
notte ubriaca di blu, di sogni,
notte turgida di freschezza, piena di lei
che gioca come una farfalla
con il mio corpo, con i miei desideri,
notte che assisti al mio sprofondare
nella sua carne, nel suo piacere.
Notte che respira la luce delle lucciole
e il colore della viola, e sa di magia
e non distingue più il corpo mio dal suo,
tutto è un incanto, un sortilegio
il corpo vola, si dondola appeso alla luna
lei ora è la mia anima e il vaso dell’amore
si riempie di latte e di miele,
notte di doni, di fiori, di piacere.
Enrico Garrou (20/3/2015)

Kandisky: luna-evasion

luna-evasion-kandinsky

 

Amore mio, dove ti nascondi?

la luna e un Giove satiro si inviano baci
in un buio che genera stelle
e fa aprire petali di lussuria
ai fiori che amano la notte.
Il vento si lamenta sospirando
e mi distoglie dall’uccidere il drago
che mi avrebbe reso immortale con il suo sangue.
Una ghirlanda di desideri mi avvolge, ti voglio,
la mia anima distende le ali
per venire da te e consumarti di baci
sotto un ciliegio fiorito,
mentre il cielo si fa azzurro
e riempie di viole il nostro cuore.
Ma non ti trovo, gioia mia, dove ti nascondi,
non sei distesa nel prato tappezzato di lucciole,
languida e piena di passione,
come una perla nella conchiglia
che attende di essere pescata.
Eppure i pavoni hanno aperto il loro occhi
per guardare mentre ci amiamo
e vedere il nostro piacere attorcigliarsi
insieme al canto dell’usignolo e salire in cielo.
No, non ci sei in questo scintillio di fiori,
dove ora ti cerco, solo il mio cuore che soffre
e niente altro.
Enrico Garrou (18/3/2015)

Marc Chagall

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Creazione

Nel 1995 il telescopio spaziale Hubble scattò una fotografia nel bordo sud orientale di una nebulosa diventata celebre con il nome: “Pilastri della Creazione”. A distanza di 20 anni lo stesso telescopio ha fotografato nuovamente questa nebulosa associata all’ammasso M16 nella “Coda del Serpente” già nota come nebulosa “Aquila” e in particolare i “pilastri della Creazione”. Sono fotografie che descrivono in maniera fiabesca i fenomeni che preparano, tra l’altro, la nascita delle stelle all’interno della nebulosa. Tra questi pilastri soffia un vento di particelle ionizzate che li scolpisce e li modifica in maniera impercettibile sulla scala di tempo umana, ma velocemente nella scala di tempo astronomica. Si pensa che le sue aree oscure siano associate a protostelle o comunque ad oggetti stellari giovani. I pilastri sono stati creati dall’azione del vento stellare delle stelle giganti dell’ammasso aperto centrale che crea queste particolari strutture a pilastro. Ho scritto una poesia su questo argomento:

Creazione
Avvolto in un manto di sogni
prima del suono, prima del colore,
prima della magia,
il costruttore plasmò con creta divina,
presa dalla sua memoria
bagnata di luce e di vento,
pilastri grandi come lampi
che illuminarono le tenebre:
furono nebulose, galassie, comete
giochi di polvere e pianeti di sogno.
Grandiose culle di nuove gioiose stelle,
piene di luce e di calore,
di parole celesti,
di costellazioni danzanti su specchi divini.
Il freddo e il buio furono cacciati dai sogni,
dalla magia, dai tremiti di cristalli sognanti,
dal volo della poesia, da suoni, dal colore,
e quando l’opera fu completata
con mani stellate mescolò
il suo cuore con la creazione.
Enrico Garrou (25/2/2015)

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Pilastri della Creazione

Per ricordare – 8 marzo

8 marzo, Auguri alle amiche di WordPress, con una poesia della Gioconda Belli:

Tutte le profezie raccontano
che l’uomo creerà la propria distruzione.
Ma i secoli e la vita che sempre si rinnova
hanno anche generato una stirpe di amatori e sognatori;
uomini e donne che non sognano la distruzione del mondo,
ma la costruzione di un mondo pieno di farfalle e di usignoli.
Gioconda Belli  (Nicaragua, 1948)

Felice Casorati
Felice-Casorati.-Dreaming-of-Pomegranates-1912

 

La mano di Dio

Ieri sono stato rapito dalla tua bellezza,
ho allungato la mano nel cielo e ho preso stelle,
ne farò una collana per fartene dono, amore mio.
Enrico Garrou (25/2/2015)

E’ stata fotografata una nebulosa che si è formata 17000 anni fa dall’esplosione di una supernova che ha dato origine ad una pulsar che scarica la sua energia nell’universo ed è stata chiamata dalla NASA: la mano di Dio. Non è difficile capire perché viene soprannominata in questo modo, infatti sembra proprio una mano su cui riusciamo a distinguere anche le varie dita che si protende verso l’alto in mezzo ad ammassi di stelle.

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