Storia di Io

Bellissima e tragica la storia della ninfa Io concupita da Giove. Una mia poesia:

Era il cielo che parlava, mi sussurrava parole d’amore,
giocava sottilmente con le mie emozioni, con i miei desideri,
ma non era voce umana quella che accarezzava i miei sensi,
era come il canto dell’acqua, o come il chiaccherio delle api,
no, forse era la voce armoniosa del vento
quando accarezza i fiori dei prati.
Ero incantata, la mia mano inavvertitamente sganciò la fibula
che sosteneva il mio peplo bianco, e io mi trovai nuda,
la voce mi lusingava e io seppi, seppi del dio che mi desiderava,
che voleva amarmi, tremai di gioia e di stupore,
lo sentii arrivare, era nebbia, una nuvola leggera.
Ero appoggiata ad un roccia, la mia pelle era candida, morbida,
ma i muscoli erano tesi dal desiderio, inarcai la schiena,
divaricai una gamba per accoglierlo e lui mi avvolse nel gioco,
nel piacere che nessuna donna aveva mai provato.
Mi regalò l’estasi e io vidi il suo volto, conobbi l’amore infinito
e mi persi in un grido rauco che volò in cielo.
Il mio nome è Io, sono colei che Giove ha amato.
Enrico Garrou (27/2/2015)

 

Antonio Allegri detto il Correggio- Io e Giove

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Particolare

381-1532Correggio_giove-e-io

 

Per il vostro piacere vi consiglio di leggere “Il museo del mondo” scritto da Melania Mazzucco per Einaudi.

 

49 pensieri su “Storia di Io

    • Cara Silvia, grazie di cuore per il tuo pensiero. sono rimasto incantato da questa storia e ho voluto focalizzare il mio pensiero sul momento più intenso, cioè l’atto d’amore tra Io e Giove. Felice che la poesia ti sia piaciuta. Un abbraccio

    • Grazie cara, una storia d’amore dove nell’immaginario del Coreggio (così come descritto in modo mirabile dalla Mazzucco nel suo libro: “il museo del mondo”) Io accetta questo incontro d’amore con Giove con gioia. Sono rimasto affascinato e ho scritto questa poesia. Grazie infinite, un abbraccio.

    • Dolcenera, strana vero questa storia d’amore, dove Io è consapevole di essere la vittima di un Dio. Un dio che si trasforma in una nuvola per poter amare, non visto da Era, la fanciulla Io di cui si era innamorato per un incantesimo gettato da Iunge figlia di Pan e di Eco. Grazie per le tue parole, sei gentile. Un caro saluto.

    • Tiferett, grazie. Hai visto, questa volta non ho parlato con la voce di Giove, ma ho lasciato che fosse Io a descrivere il piacere di questo incontro con un Dio. Anche se poi le conseguenze sono state funeste, ma questo non è scritto. Un abbraccio.

  1. Che meraviglia!!! Una passione descritta da un uomo come se fosse la donna…ci vuole una grande sensibilità e un grande amore per le donne e saper capire quanto questo sentimento ancestrale può coinvolgere a tal punto da annientarci. Dei o no.

  2. Sei stato bravissimo a rendere in versi questo mito e a presentarlo nella forma gioiosa, passionale e meno cruenta possibile. Così come ha fatto il Correggio con la sua splendida tela, pur lasciando la nuvola – Giove di un inquietante grigio. Però ci ha regalato Io nel suo splendore, senza vacche di mezzo 🙂
    Giove, diciamolo, era un gran mascalzone che non ci pensava due volte a rapire con l’inganno e a far fuori i rivali e Era faceva persino bene ad infuriarsi!
    Ciao,
    Marirò

    • Ciao Marirò,
      è vero questa nuvola grigia stona un po’ in questo delizioso quadro. Certo che se si va avanti a leggere il mito dobbiamo pensare che Io, dopo il suo atto d’amore con Giove, non sia stata poi così felice di essere stata trasformata in vacca e controllata da Argo. Però Hermes sistema tutto. Certo che questi Dei erano terribili. Era, sicuramente ne doveva vedere di tutti i colori. C’è da dire che Io è stata identificata con Iside e Hathor ed accostata alla luna. Almeno questo per quella poveretta! Quante cose ci giungono dal passato. Un caro saluto e grazie.

  3. Carissimo Enrico,
    Oggi ho mangiato un Bacio Perugina e c’era scritto dentro:
    “Io non voglio altro che amore”
    Caterina da Siena
    Ho pensato subito al tuo caro blog e alle tue bellissime, dolcissime poesie!

    • Giulia, sei deliziosa grazie. Sono in imbarazzo sul premio, perchè non so scegliere tra le persone che Mi seguono, io le ammiro tutte, ognuna mi dona, con quel che scrive, Il piacere di leggere e di conoscere aspetti di vita. comunque grazie di cuore. Un abbraccio

      • Non ti preoccupare Enrico, il tuo interagire e condividere con noi, pensieri ed emozioni con la dolcezza che ti contraddistingue è già un grande dono che ci fai! Un abbraccio grande a te

  4. Io, una delle storie che più mi affascina, così come questo dipinto, e la tua poesia che risveglia ancora la sua anima. La mitologia conserva i nostri segreti più grandi, quando posso cerco di farne tesoro.

    • Caro Salvatore l storia di Io è veramente affascinante e il dipinto del Correggio è delizioso. Di solito Giove con inganni carpisce la preda, la fa sua, per poi abbandonarla e tu sai chi ha provato l’amore di un dio poi non riesce più ad amare. Io è diversa, Io sembra felice di essere amata da Giove, non è più vista come vittima fuggiasca: partecipa volentieri. In questo quadro il pittore ha raffigurato l’istante del piacere di una donna. Ho c ercato di mettere in poesiaquesto istante . Felice che ti sia piaciuto. Un caro saluto

  5. Meravigliose sensazioni d’amore, in connubio con superlative immagini della natura, fanno
    di questa lirica un delicato gioiello artistico….
    Sempre bello leggerti, Enry, felice sera,silvia

    • Mi sei cara Silvia, mi incoraggi sempre, le tueparole sono miele per me. Grazie, delicata e bravissima poetessa mi onori della tua amicizia. Un pensiero dolcissimo, con un augurio di buona serata.

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