Nascita delle arti

Sono rimasto folgorato da un articolo su National Geografic (gennaio 2015- i primi artisti), che descrive i primi artisti e la loro arte. Presenta, inoltre, delle pitture rupestri della grotta di Chauvet. Questa grotta si trova in Francia presso Vallon-Pont-d’Arc nell’Ardeche. La sua scoperta risale al 18 dicembre 1994 a opera dello speleologo e fotografo Jean Marie Chauvet. Di grandissima bellezza, la grotta è affrescata da numerose pitture parietali risalenti all’uomo di Cro-magnon del paleolitico superiore (Aurignaziano). Non ho resistito al desiderio di scrivere una poesia dove descrivo il momento in cui lo sciamano inizia a dipingere le pareti della grotta.

Ingegno

Un suono ritmico mi avvolgeva, mentre pettinavo la mia memoria,
era il respiro della mia tribù che dormiva, erano gocce d’acqua
che colavano dalle pareti della grotta che ci proteggeva
dalla paura della notte, dal freddo, dalle belve.
Cercavo di far riaffiorare alla mia mente, sogni, pensieri
che mi tormentavano, attraversavano questo mondo tenebroso,
mi parlavano del cielo e delle stelle e mi chiedevo chi le accendeva,
chi era quel dio a forma di belva, e chi periodicamente frammentava la luna.
Il fuoco disegnava figure sulle pareti, e la roccia rideva,
ombre di cavalli, di rinoceronti e leoni divini e uccelli,
tutto il fuoco tatuava, giocando con il vento dell’intelligenza.
Lo sguardo si perdeva ma vidi quel rosso nell’acqua,
era del fango lo raccolsi, colorava la mano, colava.
Un attimo, la mia mano si posò sulla roccia che la imprigionò,
pieno di stupore l’appoggiai molte altre volte,
la mano si moltiplicò sulla parete fredda ed ero felice, piangevo.
La tribù adesso era sveglia, guardava e non capiva come la mia mano,
anzi le mani, fossero finite laggiù, presi una torcia,
e incominciai a disegnare un cavallo che correva nel vento
e la gente era inginocchiata, sussurrava piena di paura,
si chiedeva quale spirito mi possedeva e guidava la mano.
Conoscevo il nome era l’ingegno: era nata l’arte, l’astrazione, l’uomo.
Enrico Garrou (20/1/2015)

La più grande innovazione dell’umanità non fu l’utensile di pietra
Ma l’invenzione dell’espressione simbolica da parte dei primi artisti.
(National Geografic-gennaio 2015- i primi artisti)

 

Grotta di Chauvet, cavalli e rinoceronte, Aurignaziano- circa 31000 anni fa.

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Grotta “Cuevas de las manos” Patagonia, Mani sulla parete, Aurignaziano.

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30 pensieri su “Nascita delle arti

    • E’ vero che meraviglia viaggiare nel tempo! La preistoria la leggi sulle pietre, negli affreschi parietali, nei ritrovamenti che trovi in queste grotte che ti indicano quale grado di raffinato sviluppo aveva raggiuto l’uomno già trentamila anni fa. E poi via via fino alla scrittura ai monumenti, ai dipinti alla tecnologia. Siamo creature strane capaci di fare cose meravigliose e nello stesso tempo di distruggere tutto. Un caro abbraccio. Enrico

  1. Come ho già scritto in altra sede ringrazio per questa lirica che ci dona un tuffo nel vivo plasma della nostra storia, della leggenda, del mito. Un sincero saluto. Rita

    • Grazie Rita, sei cara. Pensa che anni molti anni fa ho avuto il piacere di scavare, in un sito del neolitico, in una tomba che aveva il soffitto dipinto con ocra rossa. Questo articolo mi ha fatto venire in mente quei tempi e mi sono emozionato nell’immaginare questo uomo che dipinge col carbone rinoceronti, cavalli, leoni, pensa quali sensazioni deve avere provato! Un caro saluto

    • Cara Patrizia Grazie per le tue parole. I nostri antenati e in particolare l’homo sapiens erano in grado già trentamila anni fa, di sognare, di astrarsi,
      di memorizzare le cose, di amare. Sono rimasto colpito quando ho visto le mani di un uomo sulla roccia, ho pensato al suo stupore quando ha dipinto la parete per la prima volta. Incredibile e dolce. Un caro saluto

  2. Io sono entusiata di queste cose da anni. Grazie per avercele rammentate e per il tuo poetico commento. È fantastico riallaciarci cosí ai nostri simili dopo tempi immemorabili tanto apparentemente dissimili ma infine poi uguali alla nostra umanità. v.

    • Cara Vera, hai ragione. Quando ho guardato le foto mi è sembrato impossibile che fossero passati trentamila anni. Sono così attuali, i dipinti raffinati e la capacità di sognare di questi artisti. Un caro saluto

    • Grazie sei gentile, ho costruito questa poesia giocando sulle immagini raffigurate e immedesimandomi nel suo creatore,o meglio nei creatori, perchè queste pitture sono state dipinte in un periodo di anni. Un caro saluto.

  3. Ma che parole meravigliose hai scelto per raccontare ciò che l’uomo ha di più grande: l’espressione pittorica di se stesso, delle sue emozioni.
    Bella davvero, mi sembra di essere quell’uomo, con la torcia tra le mani, tanto le tue parole mi hanno avvolto.
    Quella grotta è magia pura, mia figlia ne rimase tanto affascinata da presentare una tesina all’esame di terza media.

  4. Fulvialuna, per scrivere questo post anche io mi sono immedesimato in quel uomo, l’ ho visto appoggiare le mani sulla roccia, l’ ho visto dipingere col carbone. Questo mondo, mia cara amica, è bellissimo, siamo noi che ogni tanto lo rendiamo invivibile. Una cosa, per tua figlia: lo spazio temporale tra i dipinti è di 500 anni. La poesia è una cosa ma la realtà un altra. Di alla tua bimba che il tuo amico Enrico ama molto di più la poesia. Un bacio

  5. Si rimane veramente basiti di fronte alla finezza dell’ intelletto umano che il tempo non cancellerà mai ( almeno lo spero)
    Grazie Enrico, buon fine settimana
    Rodrigo

  6. Ciao Enrico-grazie di cuore per gli auguri che mi hai scritto per il mio compleanno..-.

    Queste pitture rupestri stupirono Picasso, ceh vedendole disse: “non abbiamo inventato nulla!”. Ciao Enrico 🙂

      • Non soltanto le idee degli antichi, ma l’arte stessa, l'”istinto” artistico sono una cosa atavica, qualcosa di ancestrale. Sai, gli archetipi eccetera. Ciao Enrico 🙂

        Marghian

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