La vita , l’amore , la morte nel firmamento.

La vita
C’è tumulto su nel cielo.
In un gruppo di stelle che formano un triangolo:
Vega, Altair e Deneb,
già i loro nomi ti fanno innamorare,
brilla una galassia molto bella
ha spire che girano gioiose, calme,
formate da fiocchi di stelle
come di neve che cade.
E’ una galassia gentile, non grande,
contiene solo 40 miliardi di stelle,
ma è una mamma premurosa,
fa crescere la vita;
i fiocchi delle sue braccia sono ricche di nursery
con stelle neonate che brillano felici,
e stelle doppie e triple
le cullano con tenero amore.
Enrico Garrou 17/10/2014

La Galassia del Triangolo, conosciuta anche con il nome di M33 (oggetto numero 33 del catalogo di Charles Messier) e di NGC 598, è una galassia a spirale distante circa 3 milioni di anni luce dalla Terra. E’ situata nella costellazione del Triangolo. La Galassia del Triangolo è la seconda galassia non nana più vicina alla Via Lattea dopo la Galassia di Andromeda (M31). Dal punto di vista della sua conformazione M33 è un esempio di spirale a fiocchi. Le galassie a spirale possono presentare bracci omogenei e ben definiti, oppure bracci in cui le polveri e i gas non sono distribuiti in maniera uniforme ma aggregati in collassi locali. Nei bracci di M33 ci sono nursery di stelle.

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L’amore
Lassù in cielo,
nella costellazione dell’Orsa Maggiore
non c’è solo un grande carro
che trasporta stelle e pianeti ma anche
una galassia bellissima: la chiamano girandola
perchè sembra nata dal sogno di un bambino;
gira veloce in questo universo
creato da un signore che con la luce sapeva giocare.
La cosa stupefacente è che ha sette sorelle molto giovani
che le fanno compagnia, la circondano, si rincorrono
in un girotondo senza tempo, in perenne allegria,
una giostra d’amore che niente potrà fermare.
Enrico Garrou 17/ 10/2014

La Galassia Girandola (nota anche come M 101, o NGC 5457) è una galassia a spirale nella costellazione dell’Orsa Maggiore. La galassia fu scoperta nel 1781 da Charles Messier e da Pierre Méchain. Astronomi drella Dell’università di Yale hanno trovato nella regione di spazio che circonda M101 sette galassie nane che gli orbitano attorno.

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La morte
Sono nato quando mia madre,
Una stella che brillava nel cielo,
è morta e nel morire si è collassata
creando una temperatura così elevata
che tutto si è scisso fino all’infinitamente piccolo:
e quel puntino pesante come miliardi di stelle
ha piegato il tessuto del cielo,
ero nato: sono un buco nero.
Sono l’abisso più oscuro dell’universo
sono l’alfa e l’omega
io inghiotto tutto: stelle, pianeti, polvere stellare,
si mormora che quello che cade al mio interno sparisce
e niente può più uscire, scompare.
Dicono che sono la morte, ma è vero solo in parte
perché una parte di materia
che sta per cadere dentro il mio cuore
viene proiettata verso l’esterno
come scintille da una mola rotante.
E lassù in cielo forma nuove stelle,
pianeti, galassie e ogni creatura del creato.
Non morte quindi, sono la trasformazione,
sono il passaggio, dalle stelle che muoiono
il mio utero ne fa nascere di nuove
che vanno a colonizzare il cielo
rendendolo sempre più luminoso.
Io sono un buco nero,
io sono la morte, io sono la vita, io credo.
Enrico Garrou 17/10/2014

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Un buco nero stellare (o buco nero di massa stellare) è un buco nero che si forma dal collasso gravitazionale di una stella massiccia (20 o più masse solari, sebbene non si conosca esattamente, a causa degli svariati parametri da cui dipende, la massa minima che dovrebbe avere la stella) alla fine della propria evoluzione. Il processo di formazione dell’oggetto è ultimato con l’esplosione di una supernova. In questo processo si raggiuge una temperatura di 55 miliardi di gradi, gli atomi son scissi in protoni, elettroni, neutroni e particelle che ha loro volta si suddividono fino a raggiungere dimensioni infinitesime, la stella è diventata un buco nero.

Queste tre poesie narrano un frammento della vita nell’universo. Sarebbe interessante trovare altri blogger che si dilettino scrivere poesie o racconti sulle stelle del cielo. Scrivetemi.

Ad est del sole a ovest della luna

Noi fluttuavamo felici
teneramente abbracciati,
in una bolla blu
grande come il cielo.
Senza pensieri ci dondolavamo,
ci guardavamo incantati,
mentre gocce di pioggia
mescolate a lacrime di gioia,
bagnavano i nostri visi estasiati.
Laggiù ai sottili confini del sogno,
noi angeli tremanti,
usciti da una antica fiaba,
abbiamo spezzato le nostre paure
contro una stella.
L’amore ci ha preso,
grande il suo prodigio,
su costellazioni di magie,
ci ha portato;
poi la luce ci ha svegliati,
eravamo ancora abbracciati,
tra i fiori del paradiso.
Enrico Garrou  12/10/2014

 

 
Vladimir Dunjic
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Il sogno

Lucciole, lampioni e gnomi
che soffiano in pipe fatate
e fanno nascere farfalle
o donne innamorate
che sognano colombe,
desideri, petali di fiori.
In cielo una luna che dorme,
un gallo vola, trasportando
un essere strano
che ha in testa un cappello
è un nido pieno di uccellini canterini.
Un pesce volteggia leggiadro
in questo liquido fatato,
uno bimbo, seduto nella sua pancia,
crea bolle che vanno a specchiarsi
in un liquido non acqua ,non aria,
in cui galleggiano navicelle di carta
che trasportano suonatori e poeti
per rallegrare la danza delle ore.
Ma d’improvviso arriva il sole
che spazzola via,
con piume di pavone,
questo mio sogno
un po’ strano, dorato,
i miei occhi stupiti
si aprono, ti vedono,
sei il mio sogno incantato.
Enrico Garrou

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