Io sono Circe, la maga.

Il mio nome è Circe figlia di Elio e della ninfa Perseide, nipote del Sole. Sono bella in quanto dea, ho capelli fluenti un corpo statuario, il mio ovale è perfetto. Vivo su un’isola, si chiama Eea è un luogo incantato, ricca di vegetazione. Pini, mirti, tamerici, agrumeti ricchi di cedri  e ulivi contorti dal vento e dal tempo, ricca di suoni, ricca di colori.
Lo so ho una fama sinistra, ma è una esagerazione dei poeti, dicono che tramuto gli uomini in porci, in cani rabbiosi, è vero ma io so leggere la loro vera natura: sono crudeli rubano miei frutti, mangiano il mio miele, tagliano le mie piante e quando mi vedono hanno un solo pensiero. Non posso fare altro se non usare le mie arti per farli ritornare quelli che veramente sono: tramutarli in bestie rabbiose o porci.
Ma Lui era diverso, arrivò con una nave nera, non voleva farmi del male lui voleva parlare, conoscere, io mi innamorai follemente si chiamava Ulisse, non era bello, non era giovane, un cinghiale lo aveva ferito e aveva una leggera zoppia, ma il suo sguardo era profondo, era affascinante, sapeva dire cose di sogno, era ingegnoso e astuto, era un guerriero, io l’amai da subito, ne fui incantata mi raccontò cose che non conoscevo. Mi conquistò con la dolcezza e il sorriso. Ma anche lui si innamorò follemente, facemmo all’amore, ci raccontammo storie che solo gli innamorati sanno raccontare, mi descrisse il suo mondo, le isole che aveva visitato, le guerre dove aveva combattuto, le pene che aveva passato, mi parlò degli eroi che aveva incontrato. Io gli parlai degli dei del cielo incantato, dell’amore profondo che mi aveva donato, perchè lui era un eroe, il mio eroe. Mi persi in quei pensieri, noi eravamo felici, gli misi nelle mani la mia vita di Dea.
Ma il mio Ulisse è un eroe inquieto, lui un brutto giorno decide di andare, vuole rivedere la sua patria, è  un’ isola si chiama  Itaca, vuole abbracciare i suoi amori non vuole morire anonimo tra i flutti di quel mare sconosciuto . Mi chiede anche la strada più semplice da seguire per il suo ritornare, io pazza d’amore mi strappo i capelli, piango, mi dispero ma alla fine sconfitta lo lascio andare e gli regalo però un dono di inestimabile valore: gli insegno la strada per scendere agli inferi per parlare con l’indovino Tiresia. Laggiù lui conoscerà non solo la strada del ritorno ma anche il suo Kleos, la fama. Per lui, guerriero che avrebbe voluto morire sotto le mura di Troia per essere narrato nei poemi come un eroe, scendere agli inferi significa conoscere la sua fama ancora da vivo, saprà che diventerà un eroe immortale cantato come il guerriero più astuto, dal multiforme ingegno. E’ un regalo d’amore, un regalo che solo una dea pazzamente innamorata può fare al suo amante. Siamo sulla spiaggia, il mare è calmo la nave è pronta, l’aria è piena di profumi: odori agrumati, resinosi, profumi di alghe, di sole e io piangendo lo tengo stretto al mio petto perché so che non lo vedrò mai più. Io Ulisse l’ho amato, altro che maga, lui è il mio eroe e un eroe si porta nel cuore. Di notte lo sogno, facciamo all’amore ma al mattino le mie dita stringono il vuoto. Io sono Circe, la dea Circe e non una maga cattiva, perché ho tanto amato.

Torino  15/6/2014

Dipinto di John William Waterhouse (1849-1917)

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13 pensieri su “Io sono Circe, la maga.

  1. In ogni donna convivono personalità diverse. Fiducia e sensibilità fanno emergere l’una o le altre.

    Grazie carissimo nuovo amico per esserti ‘allungato’ fin da me.

    sherazadetorinesediRoma

  2. Un amore incontenibile e passionale, che supera la parte aggressiva d’una donna, femmina, prima di tutto e poi maga…..
    Sempre bello leggerti, Enrico, vivi una splendida sera,silvia

    • Si, un grande amore, è stato bello descriverlo, ma dalla parte di Lei, la strega ma anche l’innamorata, la donna che ama l’eroe che non sa gustare i piaceri dell’amore, sempre alla ricerca di un qualcosa difficile da trovare. Cara Silvia sei veramente speciale, trovo che sei una poetessa squisita, mi sai coccolare con le tue parole di lode e con le tue poesie
      che mi fanno sognare. Grazie, una dolce sera anche a te.

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